L’informativa di Giorgia Meloni sull’azione del governo ha infuriato l’opposizione, nuovamente scontenta di trovarsi di fronte ad un esercizio di retorica che ha ben poco di tangibile. “Un discorso di autoconvincimento”, lo ha definito la segretaria del Pd, Elly Schlein, ricordando che la sfida lanciata dalla presidente del Consiglio è stata combattuta e vinta con il Referendum della Giustizia. “Si vede che avete molta voglia di tornare all’opposizione, vi accontenteremo”, ha aggiunto convinta, ricordando che quello descritto da Meloni non è il Paese reale che i cittadini vivono ogni giorno.
“In questi quattro anni avevate i numeri per fare tutto, è stata un’occasione sprecata”, ha dichiarato, citando i dati sulla precarietà del lavoro e gli stipendi ben al di sotto delle medie europee. I problemi, però, esistono anche sul piano della politica estera. “Volevate dare il Nobel per la pace a un presidente che ha detto che sarebbe morta un’intera civiltà”, ha ricordato Schlein in riferimento a Donald Trump, ricordando come il governo Meloni non riesca a prendere una posizione chiara e contraria alle azioni dell’amministrazione Usa. “Non riuscite ancora a dire a Trump e Netanyahu che si devono fermare”, ha ribadito, per poi concludere: “Toccherà a noi occuparci di questi temi e attuare la Costituzione”.
Conte: “La sveglia del Referendum non è suonata da Meloni”
Sulla stessa linea si muove l’intervento del presidente del M5S, Giuseppe Conte. “Meloni racconta una realtà mitologica, credo che la sveglia del referendum non abbia suonato a Palazzo Chigi”, ha esordito, ricordando che in quattro anni di governo non è stata di fatto attuata alcuna riforma. “Lei dice che ci mette la faccia e noi ribadiamo che la faccia tosta non le manca“, ha aggiunto sottolineando la crisi dei salari attuale, il record della pressione fiscale e il calo della produzione industriale italiana. “Gli italiani le hanno dato la sveglia. Noi siamo pronti per la sfida progressista e la manderemo a casa”, ha poi concluso.
“Meloni dice che l’opposizione non ha il coraggio di chiederle le dimissioni? Io lo faccio, andiamo a votare subito“, ha dichiarato il co-leader di Avs, Angelo Bonelli, sottolineando che il discorso tenuto dalla presidente sembrava una vera e propria apertura alla campagna elettorale e la conferma del declino del governo. “Lei governa l’Italia da 4 anni ma per il Paese non ha fatto niente. Eppure continua a parlare del futuro”, ha poi criticato, ricordando come l’esecutivo abbia sempre bocciato le proposte di miglioramento provenienti dall’opposizione.
“Noi ci saremmo aspettati un mea culpa per il non condanno né condivido rispetto alle scellerate guerre di Trump e Netanyahu e, dopo il referendum, un passo indietro sulla giustizia”, ha spiegato il segretario di +Europa, Riccardo Magi, chiarendo che il discorso di Meloni è stato invece “da gioco delle tre carte”, in quanto non si è assunta alcuna responsabilità e ha ammesso di voler proseguire su questa strada. “Potrà anche costringere tutti alle dimissioni, ma il problema è Meloni”, ha concluso.
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