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sabato 18 Aprile, 2026
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Alberto Stasi. ANSA_Daniel Dal Zennaro

Dai talk show al teatro: il caso Garlasco a 40 euro per sentire solo la versione di Stasi

La vicenda dell’uccisione di Chiara Poggi diventa uno spettacolo dal vivo: a Napoli e Milano la ricostruzione del delitto dopo la riapertura delle indagini

Da Alessio Matta
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C’è una linea sottile tra informazione e spettacolo. A volte si vede, altre sparisce. Nel caso di Garlasco sembra svanita del tutto. Dopo anni di dibattiti in televisione, il delitto di Chiara Poggi entra anche nei teatri. Basta acquistare un biglietto, sedersi in platea e attendere che inizi la serata.

In calendario ci sono due appuntamenti dal titolo “Potresti essere tu – il caso Garlasco”: uno a Napoli e uno a Milano. A guidare l’incontro sarà il giornalista Mediaset Giuseppe Brindisi, affiancato dalla Iena De Giuseppe e dagli avvocati di Alberto Stasi, Antonio De Rensis e Giada Bocellari. Già dalla locandina nasce un dubbio: sarà un confronto aperto o un racconto a senso unico? La sensazione è che si parli molto di innocenza e poco della sentenza che ha portato alla condanna.

Per avere risposte bisognerà attendere la prima serata al teatro Diana di Napoli. Il prezzo medio del biglietto è di 40 euro. E quel titolo, “Potresti essere tu”, lascia intendere che dietro le sbarre possa esserci un uomo vittima di errore giudiziario. Un messaggio forte, che pesa ancora di più se si considera ciò che oggi è certo: una condanna definitiva per l’omicidio della fidanzata avvenuto diciannove anni fa.

Negli ultimi mesi l’indagine su Andrea Sempio ha riaperto il dibattito. È giusto discutere, è giusto cercare la verità. Ma farlo su un palcoscenico, con tanto di biglietto venduto, rischia di spostare l’attenzione dal processo al pubblico. E in questa corsa allo spettacolo, la vittima finisce spesso in secondo piano.

Sui social la polemica è già esplosa. L’avvocata Elisabetta Aldrovandi ha chiarito che si tratterà di un monologo giornalistico e che i legali di Stasi saranno presenti solo tra il pubblico, senza compenso.

In Italia non sono mancati casi di errori giudiziari. Per questo esiste la revisione del processo, lo strumento più serio per dimostrare l’innocenza di una persona. Le aule di tribunale restano il luogo dove si decide la verità, non i talk show e neppure i teatri. Oggi, nel caso di Garlasco, il rischio è chiaro: trasformare una tragedia in un evento da calendario. E quando la giustizia diventa intrattenimento, qualcosa si perde sempre.

Leggi anche: Femminicidio Tramontano: “Riconoscere la premeditazione”

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