Caos all’interno del Pd, i due senatori del Partito Democratico Alessandro Alfieri e Filippo Sensi hanno avuto un dibattito molto acceso e sarebbero quasi venuti alle mani per il voto su Gasparri.
L’ex capogruppo azzurro in Senato, infatti, lo scorso 31 marzo, è stato eletto presidente della Commissione esteri e difesa con 18 voti favorevoli e 2 contrari. Avrebbero votato a favore anche gli esponenti del Pd, nonostante la linea del partito fosse l’astensione.
Questa scelta avrebbe irritato Sensi, che durante l’assemblea del gruppo dem al Senato avrebbe chiesto le dimissioni di Alfieri, capogruppo Pd alla Esteri. Secondo diverse voci sarebbero volate parole grosse e la situazione si sarebbe scaldata tanto da rendere necessario l’intervento degli assistenti parlamentari.
Problemi di comunicazione all’interno del Pd
Secondo il senatore Alfredo Bazoli, i parlamentari del Pd avrebbero votato a favore di Gasparri per un errore di comunicazione all’interno del Partito. La ricostruzione è stata appoggiata da Sensi ma contestata da Alfieri, che non era presente al voto. Da lì la richiesta di dimissioni del primo nei confronti del secondo.
Il clima di tensione tra i due non si è attenuato in Aula tanto che, come riporta Il Foglio, Alfieri si sarebbe avvicinato a Sensi per inveire contro di lui. Chi era presente racconta che sarebbero quasi volati schiaffi.
È rimasto quindi inascoltato l’invito del capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, che avrebbe avvertito i suoi: “Questo governo è allo sbando, perciò è importante per noi restare uniti. Errori come quello della votazione in Commissione Esteri non si devono più ripetere”.
Le correnti nel Pd
Seppur la Segretaria del partito democratico, Elly Schlein, ripeta spesso che il Pd è unito, evidentemente le correnti al suo interno provocano dissapori fra i suoi membri.
Detto questo, se Elly Schlein vuole costruire un’alternativa al Governo Meloni, dovrebbe partire da rendere compatto il suo partito.
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