Pina Picierno potrebbe aver osservato con un certo interesse l’iniziativa politica di Roberto Vannacci che, in soli quattro mesi dalla fondazione di Futuro Nazionale, conta otto deputati e quasi 100mila iscritti, oltre a un solido 5% nei sondaggi nazionali. Lo scorso 4 giugno, l’eurodeputata riformista ha annunciato l’abbandono del Pd con un’intervista fiume di tre pagine a Il Foglio, dove ha lanciato anche la fondazione di un suo movimento.
Il nuovo movimento di Picierno
“Spazio Pubblico” è nato il 7 giugno con l’obiettivo di lasciare a chiunque lo desideri la possibilità di aderire a una proposta “seria, riformista, pragmatica”. Un’idea dedicata a “chi vuole un’Europa libera, forte, giusta e un’Italia che non sia condannata alla perpetua irrilevanza”. Nulla di nuovo, insomma, e nulla che non potesse essere svolto all’interno del Pd. Come molti colleghi hanno contestato, l’eurodeputata avrebbe potuto guidare una frangia dissidente del partito chiedendo le primarie nel Pd e sfidando sul suo stesso campo la segretaria Elly Schlein.
La battaglia per la leadership nel Pd
L’eurodeputata ha invece preferito lasciare i democratici, affidando la notizia alla stessa testata che solo qualche mese fa l’aveva indicata come possibile avversaria interna alla leadership di Schlein. In un momento in cui il Pd affronta una crisi interna, con i risultati piuttosto deludenti delle elezioni Regionali e con Schlein che non sembrava più il nome giusto da contrapporre a Giorgia Meloni, Picierno era apparsa come l’unica figura che in quel momento poteva essere un reale pericolo per la segretaria dem.
Poi, la crisi è passata e la riformista è tornata a rappresentare la frangia più dissidente del Pd. Impossibile dimenticare la sua battaglia per il “Sì” al referendum sulla Giustizia o la richiesta a Schlein di non candidarsi da capolista nella stessa circoscrizione in cui era candidata lei alle elezioni in Puglia lo scorso anno. Due eventi che non sembrano coincidere con la narrazione dell’eurodeputata di un partito in cui è complesso esprimere le proprie preferenze, soprattutto se non coincidono con quelle della segretaria. Molti altri riformisti prima di lei hanno lasciato il partito, ma nessuno ha accompagnato il suo allontanamento con tante contestazioni quante quelle di Picierno.
Picierno punta al centro?
In più, le critiche nei confronti di una posizione contraria ai sostegni all’Ucraina non reggono: basta vedere lo storico dei voti in Europa del Pd per scoprire che i democratici hanno sempre votato per indicazione di Schlein a favore dei rinnovi dei sostegni a Kiev e delle sanzioni alla Russia. La fuoriuscita dal Pd e la fondazione di “Spazio Pubblico” potrebbero essere, invece, l’inizio di un nuovo percorso politico che punta al centro. Lo stesso settore politico che è stato indicato come cruciale nelle prossime elezioni nazionali.
Picierno ha già ricevuto l’endorsement di Azione di Carlo Calenda, che si è detto pronto a collaborare con Spazio Pubblico, e del movimento per gli europeisti che a metà mese debutterà a Milano sotto la guida del consigliere comunale Daniele Nahum, dell’assessore Sergio Scalpelli e di Piercamillo Falasca, direttore dell’Europeista. Un programma a lungo termine, come dimostrano i soli 4mila iscritti che al momento conta il neo-movimento.
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