Da Christian Vieri a Fabrizio Corona, fino a Ricky Tognazzi e Selvaggia Lucarelli. Si allarga l’elenco dei personaggi noti finiti nel mirino dei presunti dossieraggi illegali dell’agenzia investigativa Equalize. I loro nomi compaiono negli atti del secondo maxi-filone chiuso dalla Procura di Milano con 81 indagati. Un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe sfruttato accessi abusivi alle banche dati dello Stato per raccogliere informazioni sensibili su centinaia di persone.
Gli altri nomi
Tra le persone offese compaiono altri nomi dello spettacolo quali Sonia Bruganelli e Gabriele Parpiglia, ma anche l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato (e potenziale successore di Cingolani ai vertici di Leonardo) Stefano Antonio Donnarumma, e Piero Amara, ex legale esterno di Eni coinvolto nella vicenda della fantomatica Loggia Ungheria.
Gli atti parlano di consultazioni ripetute della banca dati del Ministero dell’Interno, che contiene precedenti e informazioni di polizia, e della banca dati Serpico, appartenente alla Agenzia delle Entrate. Archivi strategici trasformati, secondo i pm, in strumenti di controllo illecito.
I presunti responsabili
Al centro dell’indagine c’è il gruppo legato all’agenzia investigativa Equalize, con base a Milano. Secondo l’accusa, a eseguire materialmente molti accessi sarebbero stati Roberto Bonacina, ispettore di Polizia a Orio al Serio, e l’ex dirigente dell’Agenzia delle Entrate Marco Calcaterra, che avrebbero agito dietro compenso. A pagare e coordinare le operazioni, sempre secondo i pm, Luca Cavicchi insieme ad altri membri del gruppo, tra cui l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci e l’ex super poliziotto Carmine Gallo, deceduto nel marzo 2025. Sarebbero oltre cento gli episodi contestati.
Il caso Jacobs
Tra i capitoli più delicati c’è quello che riguarda Marcell Jacobs. Secondo la Procura, un dossier sull’atleta sarebbe stato commissionato da Giacomo Tortu, fratello di Filippo Tortu (estraneo all’indagine), per 10mila euro in contanti. Hacker e investigatori avrebbero violato telefoni e dispositivi di Jacobs, del suo allenatore Paolo Camossi e del nutrizionista Giacomo Spazzini, estraendo chat private poi consegnate su chiavetta Usb. Tra gli indagati figurano anche Giovanni Azzena, Lorenzo Di Iulio e l’hacker Gabriele Pegoraro.
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