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sabato 18 Aprile, 2026
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Salis respinge le accuse: “Non ho nulla da nascondere. Con il mio assistente siamo stati solo coinquilini”

L’eurodeputata di Avs risponde alle polemiche sull’aver fatto assumere il partner: "Ho tolto la residenza da casa sua per evitare strumentalizzazione"

Da Alessio Matta
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Ilaria Salis rompe il silenzio e trasforma la difesa personale in un contrattacco politico. Nell’intervista rilasciata a Repubblica, l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra non si limita a rispondere alle accuse di aver assunto il suo compagno come assistente parlamentare, ma ribalta la narrazione degli ultimi giorni.

Sono esterrefatta dalla attenzione morbosa per la mia vita privata”, esordisce l’eurodeputata, spiegando di sentirsi bersaglio di una campagna orchestrata dalla destra. A suo giudizio, l’obiettivo è distrarre l’opinione pubblica da questioni più rilevanti, tra guerre e crisi politiche. Arriva anche a denunciare intrusioni nella sua sfera personale, parlando di controlli e attenzioni che definisce eccessive.

Il nodo principale riguarda il rapporto con Ivan Bonnin, suo assistente parlamentare. Il regolamento vieta di assumere un partner stabile, ma Salis respinge questa interpretazione. “Bonnin non è il mio partner stabile”, afferma con chiarezza. Spiega di averlo scelto per le sue competenze dopo la liberazione dalla detenzione in Ungheria e di aver instaurato con lui un rapporto di fiducia e amicizia. Sottolinea anche di non aver mai nascosto questo legame professionale.

Salis affronta poi la questione della stanza d’hotel condivisa a Roma. A suo dire, si tratta di una pratica normale nei viaggi di lavoro tra parlamentari europei e collaboratori. “Viaggiamo insieme e si è appoggiato nella mia camera”, spiega, aggiungendo di sentirsi più tranquilla quando è accompagnata da persone fidate, anche per ragioni di sicurezza legate alla sua storia personale.

Altro punto contestato riguarda la residenza comune a Milano. L’eurodeputata racconta di aver cambiato più volte casa dopo il rientro da Budapest e di aver fissato per un periodo l’indirizzo in un appartamento di proprietà di Bonnin. “Questo non significa che abbiamo una relazione stabile o che viviamo insieme”, precisa, ricordando di essere stata in passato coinquilina di altri amici.

Il cambio di residenza, avvenuto dopo il controllo in hotel, viene spiegato con motivi di sicurezza. Salis racconta di ricevere minacce e insulti, anche verso la sua famiglia. Cita un episodio che l’ha colpita: un europarlamentare dell’Afd, dopo aver condiviso un’auto con lei, avrebbe commentato davanti alla sua abitazione “Ora sappiamo dove abiti”. Un fatto che dice di aver segnalato alla presidenza del Parlamento europeo.

Leggi anche: Meloni tra vittimismo e autoassoluzioni: “Non è colpa mia”

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