giovedì 13 Agosto 2026

La sentenza della Cassazione: “Dietro i ristoranti ‘da Baffo’ c’erano i Senese”

Depositate oggi le 67 pagine di motivazioni della sentenza con cui gli ermellini hanno condannato definitivamente Mauro Caroccia, il padre dell'ex socia di Delmastro

Di Giustino Marai
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C’era il clan Senese dietro alla catena romana di ristoranti “Da Baffo”.
Sono state depositate oggi le 67 pagine di motivazioni della sentenza con cui la Cassazione lo scorso febbraio ha condannato definitivamente gli imputati del processo “Affari di famiglia”. Tra i condannati c’è anche , di , ex socia di Andrea Delle Vedove e di altri tre esponenti piemontesi di Fratelli d’.

Caroccia era un prestanome

Secondo i giudici di legittimità, il vero padrone del locale intestato a Mauro Caroccia era Angelo Senese, fratello del boss Michele ‘O Pazz.
“Il ristorante”, si legge nelle carte, era “nella sostanziale disponibilità di Angelo Senese e di suo figlio Vincenzo, assunto con una paga (200 euro al giorno) sproporzionata per un comune cameriere (70 euro, quando i compiti sono anche di direzione), al quale le conversazioni captate ascrivono la disponibilità del ristorante”.
Parte integrante del sistema di riciclaggio anche il ristorante di pesce “Baffo 2 Fish”, la cui società era stata costituita da Mauro Caroccia assieme al nipote del boss.

Le intercettazioni

Le intercettazioni, proseguono i giudici, “danno degli investimenti operati da Angelo Senese nella attività di ristorazione, nella quale lo stesso Mauro Caroccia aveva riferito la risalente presenza dei Senese, le cui risorse erano necessarie per consentire la prosecuzione dell’impresa. Dimostrato l’interesse di Angelo Senese anche alla sua gestione (l’acquisto di un ‘pacchetto’ per la ) e la sua effettiva titolarità (diretta o attraverso il figlio, assumere in nero nel ristorante con una paga al di fuori dei canoni consueti), emergendo i suoi ripetuti riferimenti alla restituzione delle somme da lui investite nel ristorante, di cui si dimostra nota anche a terzi la proprietà in capo ai due Senese”.

L’aggravante mafiosa

Quanto alla natura del clan Senese, la Cassazione “ritiene che le vicende oggetto dei capi di imputazione già definiti con sentenza irrevocabile e quelle oggetto del presente giudizio offrano la prova della sussistenza degli elementi costitutivi che caratterizzano un’ di stampo mafioso, tra cui la prevaricazione, il ruolo regolatore dei conflitti, l’offerta di protezione, la forza di intimidazione, l’omertà, la fama criminale”.
Questa la ragione per la quale anche per Mauro Caroccia, che sta scontando la condanna a 4 anni nel carcere di , è stata confermata l’aggravante mafiosa.

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