Dopo l’annuncio delle sue dimissioni da capogruppo azzurro alla Camera, in un’intervista al Fatto Quotidiano, Paolo Barelli torna a esprimere la propria perplessità sulla strategia del partito e sul ruolo della famiglia Berlusconi, perplessità che aveva già fatto trapelare davanti ai cronisti con qualche frase sibillina accompagnata da un tono sorridente e apparentemente spensierato.
Il ruolo della famiglia Berlusconi
“È giusto e anche scontato che ai figli di Berlusconi stia a cuore il partito fondato dal padre”, aveva detto Barelli, che però aveva poi aggiunto: “Dopodiché c’è la quotidianità e bisogna starci dentro. Normalmente i partiti si guidano dall’interno”.
Normalmente, appunto. Ma Forza Italia non è un partito come tutti gli altri, e volente e nolente deve fare i conti con i desideri degli eredi del fondatore. Con cui Barelli non è in grandi rapporti: “Marina l’ho vista un paio di volte, Pier Silvio quando è morto il padre: c’eravamo solo io e Tajani. In questi giorni non li ho mai sentiti, ma non so quale sia il piano, non lo capisco…”
E quando gli si chiede se sia normale che un amministratore delegato dia indicazioni a un leader politico, pur senza esprimersi fa capire che no, non lo considera affatto normale: “Mi pare che nessun giornale ne abbia scritto. Solo Paolo Del Debbio”.
Il rapporto con Tajani e Meloni
Sul rapporto con Antonio Tajani, Barelli è netto: “Non è un mistero, infatti mi chiedo: qualcuno vuole colpire Tajani?”. I due, oltre che amici sono consuoceri: il figlio di Barelli ha sposato la figlia di Tajani. Ma a chi ventila l’ipotesi che questo legame possa averlo favorito, o possa inficiare il suo giudizio sul segretario nazionale del partito, risponde senza giri di parole: “I miei figli si potevano sposare con i figli di un allenatore di nuoto o di un politico, perché io ho fatto queste due cose nella vita. Quindi smettiamo di dire cazzate”.
Ma Barelli può vantare ottimi rapporti anche fuori da Forza Italia, in particolare con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, nonostante la smentita di rito, avrebbe incontrato ieri a Palazzo Chigi: “Il mio rapporto con la premier è ottimo”, conferma. “Capisco il suo stato d’animo. Secondo voi, lei preferisce se nel governo c’è casino o non c’è casino?”.
Il suo futuro
Sul proprio futuro, Barelli non chiude alcuna porta ma mantiene un profilo prudente. L’ipotesi di un approdo al ministero delle Imprese circola da giorni, ma lui frena: “Io al ministero delle Imprese? Non l’ho mai sentita, l’ho letta sui giornali…”. E poi “lì i posti sono già occupati: c’è Valentino Valentini, c’è Urso…”.
Resterebbe in ogni caso il nodo della compatibilità tra la presidenza della Federnuoto, ruolo che Barelli ricopre da anni, e un eventuale incarico da sottosegretario. Ma a riguardo Barelli si mostra ottimista: “C’è il modo per poter rispettare la legge con i due ruoli”.
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