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sabato 18 Aprile, 2026
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Carlo Nordio. ANSA_Fabio Frustaci

Nordio fa scalo in Veneto: il ministro e il vizio del volo di Stato

Per quattordici volte il Guardasigilli è decollato o atterrato a Treviso o Venezia, a due passi da casa. Sei i voli di Stato nel corso del 2025

Da Sergio Di Laccio
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Fin dall’inizio del mandato, Carlo Nordio era finito nel mirino delle opposizioni per l’uso frequente dei voli di Stato con partenza o arrivo a Treviso, la sua città. Nel 2024, probabilmente anche in ragione delle polemiche, il suo ricorso ai voli di Stato si era ridotto sensibilmente. Ma con il passare dei mesi, una volta attenuatasi l’attenzione mediatica, il ministro ha ripreso a utilizzarli con maggiore frequenza, optando per lo scalo a Venezia anziché a Treviso. Un costosissimo servizio taxi a carico dei contribuenti.

La polemica per i voli del 2024

Alla richiesta di spiegazioni dei parlamentari di Avs e M5s che contestavano i tre voli di Stato con scalo a Treviso nel corso del 2024, il ministero aveva replicato: “Trattasi all’evidenza di impegni istituzionali caratterizzati da una tempistica stringente, modulata – per i concomitanti impegni ministeriali – al più in 3 giorni complessivi. Come previsto dalla normativa vigente, in questi isolati e occasionali episodi si è fatta richiesta di utilizzo del volo di Stato a causa della indifferibilità dell’impegno istituzionale e della mancanza di mezzi di trasporto alternativi che consentissero di coniugare le opposte esigenze”.
Un modo burocraticamente elegante di non rispondere alla domanda: era davvero necessario fare scalo a Treviso? Il ministro non poteva fare scalo, come gran parte dei suoi colleghi, a Roma o Milano e poi optare per un mezzo i cui costi sono più sostenibili dal punto di vista economico e ambientale?

Il picco del 2025

Nel 2025 i voli di Stato di Nordio sono raddoppiati. In quattro casi l’aereo ha fatto scalo a Venezia, una volta a Treviso e una a Catania. Tra le missioni: il viaggio del 4 dicembre a Rabat con ritorno su Venezia; quello dell’8 dicembre da Venezia a Bruxelles e Strasburgo per una conferenza del Consiglio d’Europa; la trasferta di ottobre da Catania a Lussemburgo, dopo la partecipazione agli “Stati generali delle isole minori” organizzati da Nello Musumeci; l’incontro di settembre a Berlino con rientro a Venezia; la missione di maggio in Moldavia; e quella di febbraio da Treviso a Istanbul e Ankara, con ritorno sempre su Treviso.

L’ok di Palazzo Chigi

Dall’inizio dell’incarico, per 14 volte Nordio si è avvalso di voli di Stato: otto di questi hanno fatto scalo a Treviso, sei a Venezia. Tutti autorizzati da Palazzo Chigi sulla base di una circolare interna che stabilisce: “È necessario che ogni istanza rechi una sintetica ma dettagliata relazione nella quale siano esposti, oltre alla precisa natura degli impegni ministeriali, elementi utili ai fini della valutazione politico-istituzionale sulla concessione del volo di Stato, precisando altresì le circostanze e le attività, precedenti o successive alla missione, ostative all’uso di voli commerciali o altri mezzi di trasporto”. Documenti che, tuttavia, non sono accessibili pubblicamente.

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