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sabato 18 Aprile, 2026
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“Gli Usa pronti a scongelare 20 miliardi di dollari in cambio dell’uranio dell’Iran”

Le delegazioni di Teheran e Washington stanno valutando un piano di pace per porre fine alla guerra in Iran. Il sito di informazione Axios ha citato una fonte secondo cui Trump sarebbe pronto a scongelare i beni iraniani in cambio di uno stop alla produzione di armi nucleari

Da Redazione
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Potrebbe esserci una svolta nei negoziati tra Usa e Iran. Secondo quanto riferito da una fonte vicina al dossier al sito di informazione Axios, sembra che le due delegazioni stiano lavorando ad un piano di tre pagine che potrebbe porre fine alla guerra nel Golfo. Gli Stati Uniti sarebbero pronti a scongelare 20 miliardi di fondi iraniani, ma solo se Teheran sarà pronta a rinunciare alle sue scorte.

Al momento la priorità assoluta del presidente Usa, Donald Trump, è che l’Iran non abbia più accesso alle scorte di quasi 2mila chilogrammi di uranio arricchito che si trova sepolto nei suoi impianti nucleari sotterranei. In particolare, Washington è interessata ai 450 chilogrammi arricchiti al 60%, ovvero a quella parte delle scorte veramente utilizzabile per produrre armi nucleari.

La posta in gioco degli Usa nei negoziati

Al momento, comunque, non vi sono certezze sulla possibile conclusione del conflitto. Il 16 aprile, Trump ha annunciato 10 giorni di tregua in Libano, di fatto andando incontro ad una delle richieste principali dell’Iran. Lo sblocco dei 20 miliardi di beni congelati sarebbe di fatto un via libera alla seconda richiesta di Teheran per dare inizio a negoziati veramente produttivi. Secondo la stessa fonte, comunque, quella dei “soldi in cambio dell’uranio” sarebbe solamente una delle numerose proposte sul tavolo negoziale. Al momento nessuna delle due parti ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’esito dei negoziati.

Non vi sono certezze sulle modalità con cui questo accordo potrebbe porre fine al conflitto. Uno dei punti cruciali del negoziato riguarda anche la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz. Un passaggio fondamentale per le petroliere e i mercantili diretti in tutto il mondo, la cui strozzatura sta provocando ripercussioni ingenti sull’economia mondiale, compresa quella americana. Al momento, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato che lo Stretto rimarrà aperto per tutta la durata della guerra, ma non vi sono certezze sulla stabilità del cessate il fuoco.

Di fronte ai sondaggi che calano senza freni, Donald Trump potrebbe essere pronto a trovare un accordo, costi quel che costi. Il conflitto in Iran, infatti, è osservato con scetticismo da buona parte degli statunitensi e rischia di impantanarsi senza avere più una via di uscita.

Leggi anche: Trump: “L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”

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