Stefano Patuanelli, senatore del Movimento 5 Stelle ed ex ministro, scrive al quotidiano La Verità una riflessione lucida quanto amara sul destino del vecchio Continente. Secondo l’esponente pentastellato, il conflitto in corso ha una natura precisa: “La verità è semplice e scomoda: la guerra che stiamo vivendo è già una guerra energetica. Ed è su quel terreno che si stanno ridefinendo i rapporti di forza globali. Gli Stati Uniti lo hanno capito anni fa. Noi no. E oggi il conto è arrivato”.
L’analisi di Patuanelli si sofferma sulla paralisi dello Stretto di Hormuz, punto nevralgico dove transita un quinto del greggio mondiale. Questo blocco ha trasformato un passaggio strategico in una trappola per i consumatori, favorendo chi detiene le chiavi della produzione. “Quando c’è un collo di bottiglia, vince chi ha il prodotto in mano e può decidere quando e a che prezzo venderlo”, scrive il senatore, evidenziando come Washington abbia costruito un dominio assoluto negli ultimi anni. Gli Usa oggi superano per estrazione colossi come Russia e Arabia Saudita, ma il vero colpo da maestri riguarda la logistica: “hanno conquistato il controllo della distribuzione”.
Patuanelli osserva che, senza le tensioni attuali, il mercato vivrebbe una fase di ribasso dei prezzi; al contrario, lo scenario odierno permette agli Stati Uniti di vendere il proprio gas a chi vogliono e alle loro condizioni. La sintesi finale di Patuanelli non lascia spazio a dubbi sulla nuova geografia del potere: “L’Europa paga, l’Asia soffre, gli Stati Uniti incassano e rafforzano la propria centralità”. È la fine di un’epoca e l’inizio di una sottomissione energetica che rischia di durare a lungo.
Leggi anche: FMI smaschera il governo: taglio accise inutile soldi ricchi
Seguite La Sintesi sui nostri social!
