Il grande raduno della Lega sulla remigrazione, previsto in piazza Duomo a Milano, continua a generare polemiche. È scoppiata una nuova bufera dopo l’intervento della deputata leghista Simonetta Matone alla trasmissione Un Giorno da Pecora: “Domani andrò alla manifestazione della Lega pacificamente ma senza bandiera della pace, quelle bandiere io le brucerei perché sono servite a fare tutt’altro. Se porti le bandiere della pace e poi ti stacchi dai cortei, tiri le bombe e massacri le forze dell’ordine sei un cialtrone”.
L’ex magistrata non abbandona il tono provocatorio neppure quando i conduttori della trasmissione le fatto notare che chi sventola la bandiera della pace nei cortei spesso non è responsabile di violenza: “Ma cosa sventolano? Guardate bene, è sempre un pretesto”.
Simonetta Matone lancia poi un’ultima frecciatina, dicendo che si presenterà all’evento della Lega con scarpe da tennis, così da poter scappare in caso di attacco. Secondo la deputata, dunque, coloro che partecipano alle manifestazioni in piazza per chiedere la pace in Medio-Oriente e in Ucraina sarebbero dei violenti pericolosi, pronti a contestare con la forza l’operato del Governo.
Il Dl sicurezza
Tale “presupposto” è coerente con il Dl sicurezza, passato l’altro giorno in Senato che, fra le altre cose, introduce una stretta proprio sui cortei.
Secondo il nuovo decreto, che deve esser ancora approvato dalla Camera, infatti può essere vietato a chi ha condanne pregresse per reati gravi di partecipare alle manifestazioni. Inoltre, se viene rilevato un concreto pericolo per l’ordine pubblico, le forze dell’ordine possono procedere con il fermo preventivo di 12 ore. Infine chi promuove cortei non autorizzati rischia fino a 12 mila euro di multa.
Le parole della deputata Matone, dunque, mostrano l’esistenza di un vero timore nei confronti delle espressioni di protesta, che si è tradotto in una limitazione del diritto a manifestare.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
