“Le ricerche che sono in corso in tante lingue differenti per tentare di avere delle maniere per parlare delle persone senza esprimerne continuamente il genere non vanno assolutamente nella direzione di annullare le differenze di genere”, lo spiega la linguista e attivista Vera Gheno a La Sintesi. Smentisce così le parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che dal palco della manifestazione Noi Patrioti a Milano ha affermato: “La nostra civiltà rifiuta di disprezzare l’umanità che c’è in tutti noi costruendo asterischi, schwa e generi neutri”. Sentenziando: “È un’offesa alla dignità degli uomini e delle donne”.
E non è la prima volta che affronta l’argomento. Già a settembre 2025 aveva vietato l’utilizzo di questo escamotage linguistico: “Serve rispetto per l’italiano”. Ma il tentativo di sviluppare il neutro nella nostra lingua non ha nulla a che fare con il suo stravolgimento o con la neutralizzazione delle differenze di genere.
“È il classico argomento fantoccio: se si parte da premesse sbagliate, non si può che arrivare a conclusioni altrettanto sbagliate” – evidenzia Gheno. L’obiettivo di questo escamotage linguistico, in realtà, è semplicemente quello di “riconoscere che ci possano essere determinati contesti in cui dover per forza nominare ‘uomini’ e ‘donne’ è inutile”.
E anche in merito al sistema scolastico, di competenza appunto di Valditara, la linguista sottolinea quanto la questione del linguaggio non sia “secondaria rispetto a tutte le altre questioni pratiche, sociali, politiche ed economiche”, in quanto “per comunicare qualsiasi istanza comunque si fa ricorso alle parole”. Lo sviluppo linguistico dovrebbe quindi essere parallelo a quello sociale – rispettandone le esigenze ed evoluzioni –, perché le due direttrici non “sono certo in opposizione alla praticità di tutti i giorni”.
La tesi di Valditara, di conseguenza, è una posizione di comodo ed estremizzata, facilmente condivisibile solo perché – ribadisce Gheno – nasce da un argomento fantoccio: “Costruisco un’argomentazione falsa, partendo da una premessa falsa e così l’argomentazione diventa talmente estremizzata che non si può non rigettarla”. In questo modo, coloro che non possiedono le competenze necessarie per individuare le inesattezze nel suo ragionamento, finiscono per condividerlo.
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