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giovedì 23 Aprile, 2026
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Giuseppe Del Deo ph X

Indagato l’ex Dis Del Deo nel caso Dossieraggi: “Usava gli schedari per fini non istituzionali”

Il nome dello 007 è al centro di uno dei filoni delle indagini sulla presunta "centrale di spionaggio abusiva" di Roma. L'accusa è di peculato per 5 milioni di euro e di attività clandestine para-investigative

Da Laura Laurenzi
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C’è Giuseppe Del Deo, ex vicedirettore del Dis e con un passato nell’Aisi, tra gli indagati dell’inchiesta della procura di Roma sulla “Squadra Fiore”, un gruppo clandestino con ex appartenenti delle forze dell’ordine accusati di confezionare dossier illeciti. Secondo quanto si apprende, l’ex numero due del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza è indagato per peculato da cinque milioni di euro. I fatti farebbero riferimento al periodo tra il 2018 e il 2024.

In base all’impianto accusatorio, Del Deo avrebbe affidato attraverso contratti questo denaro alla società Sind, che all’epoca dei fatti era gestita da Enrico Fincati, anch’egli indagato. Questa società “amica” si occupa di sistemi di riconoscimento facciale e biometrici. In totale, le indagini riguardano sette persone, tra cui Carmine Saladino, ex capo della società Maticmind, per truffa.

Le accuse contro Del Deo

L’ex vicedirettore del Dis, attualmente presidente esecutivo di Cerved Group Spa, è stato indagato a seguito di alcune intercettazioni in cui appartenenti alla Squadra Fiore hanno pronunciato il suo nome. Come si legge in una nota diffusa oggi dai carabinieri del Ros, lo 007 “avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del comparto”.

Inoltre, Del Deo si sarebbe avvalso di una squadra di collaboratori, chiamati “i neri”, a cui avrebbe dato disposizioni per attività clandestine di tipo para investigativo. Inoltre, nelle intercettazioni effettuate si fa riferimento a un ammanco di denaro di circa 7-8 milioni di euro, che si sarebbe verificato nell’epoca in cui Giuseppe Del Deo era a capo del Reparto economico finanziario dell’Agenzia. Gli investigatori hanno a disposizione anche la testimonianza di un dipendente della Presidenza del Consiglio, secondo cui “era noto, nell’ambiente dei servizi, che Del Deo avesse una grande disponibilità di soldi ed ampio potere di disposizione di risorse pubbliche”.

Le indagini su Del Deo e la “Squadra Fiore”

In questo stesso contesto, le indagini hanno delineato nuove fattispecie di reato che coinvolgono imprenditori ed ex appartenenti all’intelligence nazionale. A questi vengono contestati a vario titolo i reati di peculato in concorso e truffa aggravata. Quest’ultima accusa riguarda “un’operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l’innovazione”. La nota dei Ros spiega che l’imprenditore della società da acquisire, al fine di aumentarne il prezzo di vendita, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro, il margine operativo lordo della società.

Le indagini si inseriscono in un filone più ampio seguito dalla Procura di Roma, che oggi ha proceduto a una serie di perquisizioni su quella che gli investigatori descrivono come una “centrale di spionaggio abusiva attiva per anni”. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Stefano Pesci e dai pm Vittorio Bonfanti e Alessia Natale.

Leggi anche: Indagini a Roma sul gruppo clandestino “Squadra Fiore”: “Struttura di spionaggio parallela con pezzi di Servizi”

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