Un taglio netto da 123,6 milioni di euro sui rimborsi destinati a famiglie e imprese per lo sconto sul gasolio. È questo uno dei passaggi più discussi della revisione della spesa che accompagna il primo intervento sulle accise. Il conto arriva dal lavoro della commissione Bilancio del Senato, guidata da Nicola Calandrini di Fratelli d’Italia, che ha chiesto di riscrivere nel dettaglio la tabella dei risparmi ministero per ministero.
La parte più pesante della sforbiciata ricade sul ministero dell’Economia. Qui quasi tutta la riduzione riguarda proprio i rimborsi a cittadini e aziende, pari al 97% dei tagli previsti per quel dicastero. Una scelta che ha acceso lo scontro politico. La capogruppo del partito Democratico in commissione Finanze, Cristina Tajani, ha parlato di un passo indietro rispetto alle promesse sul peso fiscale.
Ma la revisione della spesa non si ferma qui. Il ministero delle Infrastrutture dovrà contribuire con quasi 96,5 milioni, presi in gran parte dai fondi per la sicurezza e lo sviluppo della mobilità stradale. Anche l’Ambiente dovrà ridurre le risorse destinate alla tutela della biodiversità e alla difesa del territorio. Nel mirino finiscono pure la sanità, la ricerca e la scuola. Il ministero della Salute perde circa 86 milioni, con tagli alla prevenzione e alla ricerca pubblica. L’Università e l’Istruzione dovranno rinunciare a fondi per progetti scientifici e percorsi formativi.
Il decreto sulle accise, che ha garantito lo sconto fino al 7 aprile e poi fino al primo maggio, ha già esaurito gran parte dei suoi effetti. Ora l’obiettivo del governo è chiudere l’iter in tempi brevi e unire i provvedimenti in un unico testo. Il voto finale è atteso nei prossimi giorni, ma la discussione politica resta aperta. Per famiglie e imprese, il rischio è chiaro: meno rimborsi e margini sempre più stretti davanti al caro carburanti.
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