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giovedì 23 Aprile, 2026
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Conte contro Meloni

Dl sicurezza. Sì alla fiducia, Conte: “Premier smarrita dopo la sveglia al referendum”

Via libera dell'Aula di Montecitorio alla fiducia sul Dl sicurezza con 203 sì, 117 no e 3 astenuti. Venerdì il Consiglio dei Ministri si riunirà per approvare un nuovo decreto legge correttivo della norma sugli incentivi legati ai rimpatri

Da Redazione
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Con 203 sì, 117 no e 3 astenuti la Camera ha dato il via libera alla fiducia posta dal Governo sul decreto legge sicurezza. Tuttavia il Consiglio dei ministri si riunirà venerdì, dopo il voto finale dell’Aula di Montecitorio, per varare un nuovo decreto legge correttivo della norma sul bonus agli avvocati, contestata dal Quirinale.

Proprio sull’articolo 30 bis del dl sicurezza, che prevede un incentivo economico per gli avvocati pari a 615 euro se il migrante aderisce al rimpatrio volontario assistito, si è scagliata l’opposizione durante il dibattito in Aula.

Conte: “Noi avvocati non siamo burattini nelle mani del Governo”

Il Presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in quanto avvocato, si è sentito tirato in causa e ha duramente contestato la norma: “Da avvocato lo dico con orgoglio. Noi avvocati siamo il baluardo di chi non ha tutela, i difensori di chi vuol far valere le proprie ragioni. Non saremo mai i servitori del governo di turno. Mai i burattini nelle mani del governo per cercare di rimediare a quattro anni di fallimenti dell’esecutivo Meloni. Scordatevelo!”

Il leader pentastellato ha poi messo in evidenza gli elementi di incostituzionalità dell’articolo 30 bis: “Questa incorre in due reati: patrocinio infedele e corruzione”.

Zaratti (AvS): “30bis è di dubbia costituzionalità”

Sulla stessa linea d’onda anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Filiberto Zaratti, che ha criticato il Governo per voler consapevolmente sottoporre alla fiducia della Camera un provvedimento che va contro la Costituzione: “L’articolo 30 bis è stato introdotto da Molteni con una riformulazione di un emendamento, un testo che a vostro stesso giudizio è di dubbia costituzionalità tant’è che siete in procinto di presentare un correttivo. […] Siete voi stessi a dire che quell’articolo è incostituzionale. E con quale coraggio venite a chiedere ai deputati di metterci la faccia?”

Mauri (Pd): “Siamo in piena fattoria degli animali di Orwell, per voi gli stranieri sono un pochino meno umani degli altri”

Il deputato del Partito Democratico, Matteo Mauri, ha rincarato la dose, accusando il Governo di chiedere la fiducia per poter “calpestare la Costituzione”: “Anche l’articolo 30 bis è un altro attentato alla Costituzione. Un altro tentativo di colpire al cuore uno degli elementi sostanziali: l’articolo 24, ovvero il diritto inalienabile alla difesa.”

Il parlamentare dem ha poi dato la stoccata finale, incolpando il Governo di non riconoscere gli stessi diritti a tutti i cittadini, in base al colore della pelle: “È del tutto evidente che per voi le persone non hanno tutti gli stessi diritti. Siamo in piena fattoria degli animali di Orwell perché per voi gli stranieri sono un pochino meno umani degli altri e di conseguenza non devono godere dei diritti che la nostra democrazia invece da sempre riconosce a tutti”.

Norma fascista

Aldilà del controverso articolo 30 bis, le opposizioni hanno espresso perplessità su altri aspetti della misura. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra ha aspramente criticato la norma sul fermo preventivo, giudicandola “fascista“.

Benzoni (Azione): È un decreto fuffa

Il deputato di Azione, Fabrizio Benzoni ha invece ha definito il dl sicurezza un decreto fuffa: “Votiamo no a fiducia, mai visto tanto pressapochismo. È un testo fuffa, questo è un governo che si basa sui tweet”. Giuseppe Conte ha messo in evidenza “quattro anni di fallimenti” sulle politiche di immigrazione.

I Vannacciani votano contro la fiducia al Governo: “È un decreto timidezza”

Infine ha sorpreso, ma fino a un certo punto, il voto contro la fiducia al Governo dei seguaci di Roberto Vannacci, per i quali il decreto non sarebbe sufficientemente duro:  “È un decreto Timidezza non Sicurezza” ha detto Rossano Sasso, il deputato del gruppo misto che ha aderito al progetto del Generale, Futuro Nazionale.
“In questo decreto non c’è traccia della remigrazione, il centrodestra prende in giro i suoi elettori, invocandola nelle piazze. Ci vuole più coraggio. In questo decreto non c’è traccia della lotta all’ islamizzazione, sempre decantata sulle tv ma mai attuata con atti concreti. […] Finchè non tornerete a fare qualcosa la destra Futuro Nazionale non potrà votare la fiduca a questo Governo” ha concluso il fedele di Vannacci.
Ad ogni modo la partita sul decreto sicurezza rimane aperta fino a venerdì 24 aprile, quando la Camera esprimerà il voto finale.

 

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