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lunedì 27 Aprile, 2026
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Nicole Minetti

“Supposte falsità” il Quirinale chiede verifiche a Nordio sulla grazia a Minetti

Il ministero della Giustizia ha aperto un'istruttoria interna e ha autorizzato la Procura generale a nuove indagini. L'ex consigliera regionale: "Informazioni prive di fondamento e lesive"

Da Redazione
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Nicole Minetti è tornata al centro dei riflettori. Stavolta a far discutere è la grazia a lei concessa dal Presidente della Repubblica per “motivi umanitari”. Una motivazione che potrebbe non corrispondere alla realtà e su cui il Colle ha deciso di fare chiarezza. In una lettera indirizzata al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il Quirinale chiede di acquisire “con cortese urgenza” le informazioni necessarie per verificare se le notizie finora riportate da organi di stampa sull’ex consigliera regionale siano fondate.

Il riferimento è all’inchiesta condotta da Il Fatto Quotidiano, secondo cui alcuni documenti consegnati dai legali di Minetti conterrebbero informazioni false. Il ministero di via Arenula ha quindi aperto un’istruttoria interna sul caso e sta operando le verifiche necessarie alla ricostruzione dei fatti. Un eventuale primo esito potrebbe giungere entro le prossime 24 ore. Il ministero ha firmato l’autorizzazione richiesta dalla Procura generale della Corte d’Appello di Milano per nuove verifiche, anche all’estero.

Sulla questione si è espressa anche la diretta interessata. “Le informazioni diffuse risultano prive di fondamento e gravemente lesive della propria reputazione personale e familiare”, si legge in una nota diffusa dai legali di Minetti, a cui è stato conferito l’incarico di procedere con le opportune azioni legali e di diffida nei confronti dei giornalisti e della testata giornalistica coinvolta, nelle sedi competenti.

Minetti era stata condannata nel 2019 a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione nel processo “Ruby bis” e nel 2021 a 1 anno e 1 mese per peculato. L’ex consigliera regionale avrebbe dovuto accedere alle misure alternative alla detenzione, ma la grazia concessale il 18 febbraio 2026 lo ha evitato.

Il bimbo malato adottato da Minetti

Come riferito dal Quirinale dopo l’indiscrezione de Il Fatto, che ha reso pubblica la clemenza, Minetti sarebbe responsabile di un minore gravemente malato e la sua assenza avrebbe reso impossibile le cure del bambino all’estero. La grazia non sarebbe stata annunciata pubblicamente in quanto la Carta di Treviso e le norme che tutelano bambini e adolescenti non hanno consentito al Colle di comunicare queste informazioni sensibili. Inoltre, la Presidenza della Repubblica non dispone di organi di indagini, per cui prende le decisioni sulla base dei pareri della Procura e del Ministero.

La questione sembrava chiusa, ma nuove indiscrezioni pubblicate sempre da Il Fatto hanno riacceso l’attenzione sul caso. Il bambino in questione è indicato come adottato in Uruguay e “abbandonato alla nascita“, quindi senza legami con tutori. Secondo la testata invece, il piccolo aveva due genitori biologici e Minetti e il suo compagno avrebbero intentato una causa civile per togliere loro la responsabilità genitoriale, approfittando della loro situazione di indigenza.

L’avvocata di ufficio che ha seguito la causa è stata invece trovata carbonizzata in casa insieme al marito nel 2024. Un caso su cui oggi le autorità indagano per duplice omicidio. Inoltre, a febbraio in Uruguay sarebbe scomparsa la madre biologica del bambino, tanto che la polizia locale ha diramato un avviso di rintraccio.

La tenuta in Uruguay

Inoltre, nei documenti è spiegato che l’ex politica necessita di viaggiare all’estero per le cure del piccolo, in quanto il San Raffaele di Milano e l’Ospedale di Padova avrebbero sconsigliato di operare il minore, rendendo “imprescindibili” le cure al Boston Children’s Hospital. Sentiti da Il Fatto, i primari delle due strutture italiane hanno sostenuto di non aver mai visitato il bambino e hanno spiegato che quelle operazioni si svolgono anche in Italia con successo.

Infine, testimonianze dirette citate dal quotidiano sostengono che in una tenuta in Uruguay appartenente alla coppia Minetti-Cipriani si sarebbe consumato un “incessante giro di squillo di alto bordo e minorenni, gestito dalla stessa Minetti”. Se fosse vero, questo comportamento andrebbe ad annullare anche il secondo motivo fondante della grazia, ovvero che l’ex politica avrebbe totalmente cambiato il suo stile di vita a seguito di un ravvedimento.

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