Il nome di Nicole Minetti stampato sulle prime pagine dei giornali, ora online, è un tuffo nel passato. Sono passati ormai 16 anni dalla sua elezione, appena 25enne, come consigliera regionale della Regione Lombardia nella lista di Roberto Formigoni. Con lei c’era anche Renzo Bossi, detto il Trota, figlio di Umberto. Volti che sono riemersi ultimamente dal passato, chi per i funerali del padre e chi per le verifiche chieste dal Quirinale sui documenti depositati per la richiesta di grazia, poi concessa.
Così, la vita dell’ex consigliera viene nuovamente scandagliata. Nata a Rimini, si laurea in igiene dentale ma tenta una carriera nella televisione. “Scorie” e “Colorado Cafè” sono i due titoli tv in cui è apparsa, senza però guadagnare la tanto agognata fama. Quella è arrivata solo nel 2010, grazie alla decisione di Silvio Berlusconi di candidarla a Palazzo Pirelli nel listino del Pdl. Una nomina che scatenò forti polemiche, anche all’interno dello stesso partito, vista l’inesperienza della giovane. Con Berlusconi si era incontrata qualche tempo prima, quando era hostess a uno stand di Publitalia. Un gioco del destino che ha cambiato per sempre la sua vita.
Solo anni dopo, con le indagini sulle attività dell’ex premier, si scoprirà che Minetti era una frequentatrice assidua della villa di Arcore. È stata proprio lei a presentarsi in Questura, nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, per sottoscrivere l’affido di Ruby ‘Rubacuori’, nome d’arte di Karima El Mahroug, all’epoca 17enne. Era stata trattenuta dalle forze dell’ordine perché sospettata di furto e priva di documenti di riconoscimento e successivamente si scoprirà che era stata fatta passare come la nipote dell’allora presidente egiziano Hosni Mubarak. Minetti, interrogata su quella notte, ha dichiarato di essersi presentata in Questura su richiesta dello stesso Berlusconi.
I casi giudiziari di Minetti
Per questa vicenda, l’igienista dentale viene condannata nel 2019 a 2 anni e 10 mesi di carcere per il reato di sfruttamento della prostituzione. Nel 2021 arriva la seconda condanna per peculato, stavolta per le spese sostenuto proprio dal Consiglio della Regione Lombardia. Minetti ha patteggiato un anno e un mese di reclusione. Per entrambe ha ottenuto la grazia lo scorso 18 febbraio. Proprio su questa concessione ora si concentrano le indagini del ministero della Giustizia e della Procura generale. L’ipotesi, su cui il Quirinale ha chiesto di far luce, è che nei documenti presentati dalla 41enne vi possano essere elementi falsi.
Un’accusa che la donna respinge, sostenendo di aver cambiato radicalmente vita rispetto a pochi anni fa. Minetti vive oggi in Uruguay con il compagno, dove avrebbero adottato un bimbo gravemente malato. Lo stesso per cui l’ex consigliera ha ricevuto la grazia, affinché potesse continuare a seguirlo nel suo percorso di cure all’estero. Tutti dettagli su cui ora sono chiamati a investigare gli esperti. Il sospetto è che il piccolo non sia realmente orfano e che le sue cure possano essere effettuate anche in Italia.
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