La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen si trova oggi in una posizione di estrema fragilità politica. E non è l’opposizione a minare la sua posizione, ma gli alleati ed eurodeputati della sua stessa coalizione. Dalla premier Meloni che, per quanto pubblicamente si mostri cauta, non vede di buon occhio il Patto di stabilità. Al premier spagnolo Sanchez che chiede interventi sul caro energia. Fino alle tensioni con il presidente francese Macron sugli eurobond. A questo, si aggiunge il dibattuto confronto con il Parlamento europeo sul bilancio comune.
Non solo, per la Germania guidata da Friedrich Merz la “macchina burocratica” europea è diventata un freno insostenibile alla competitività delle proprie imprese. Una protesta messa nero su bianco nel documento Agenda per una riduzione sostenibile della burocrazia Ue, anticipato da Politico. Tra le richieste figura anche che venga istituito un organismo di controllo dotato di potere di veto sull’approvazione delle nuove leggi.
Un duro colpo, soprattutto considerando i tentativi di Ursula von der Leyen di soddisfare Berlino, seguendo la linea tedesca sul Patto di stabilità e sugli eurobond. Ed esponendosi, peraltro, all’insofferenza di Italia, Francia, Belgio e Grecia.
A questo si aggiunge il confronto sul bilancio comune 2028-2034. Il progetto del Parlamento europeo si presenta ancora più ambizioso di quanto avesse prospettato la presidente della Commissione Ue, con un quadro da 1.780 miliardi di euro a prezzi costanti – 175 miliardi in più rispetto al piano di Bruxelles –, che include maggiori risorse per la difesa, per la competitività, per la transizione verde e tech. Senza toccare, però, agricoltura e coesione.
Il tentativo, questo, di tenere unita la coalizione, ma che va in contrasto con i Paesi come la Germania, che sono contrari all’aumento dei contributi nazionali. Per concludere, il Parlamento europeo punta ancora sull’esclusione dal bilancio del rimborso di Next Generation Eu – come chiede Macron – anche se Bruxelles ha chiarito che il Recovery è uno strumento “una tantum e va rimborsato”.
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