Secondo indiscrezioni raccolte dalla Cnn, Donald Trump non sarebbe orientato ad accogliere l’ultima proposta avanzata dall’Iran e trasmessa a Washington tramite il Pakistan. Il piano elaborato da Teheran prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, rinviando però a una fase successiva il confronto sul programma nucleare.
Hormuz e l’uranio arricchito
Il tema sarebbe stato affrontato nel corso di un incontro tra Trump e i vertici della sicurezza nazionale. Il presidente americano avrebbe espresso forti perplessità sull’impianto dell’intesa, ritenuta difficilmente accettabile senza un impegno immediato sul nucleare. Secondo fonti citate dalla Cnn, una riapertura dello Stretto senza un contestuale accordo sulle scorte di uranio arricchito e sulla sua produzione priverebbe gli Stati Uniti di uno dei principali strumenti di pressione negoziale. Allo stesso tempo, all’amministrazione non sfugge la necessità di riaprire quanto prima lo Stretto per evitare una crisi energetica globale senza precedenti.
Le divisioni interne in Iran
Al momento non è facile fare un pronostico sull’esito del prossimo round di colloqui. Oltre alle distanze su temi cruciali, gli Stati Uniti temono le divisioni interne al regime iraniano, che rendono difficile individuare chi oggi abbia l’ultima parola su un potenziale accordo.
Ma lo stesso Trump, pur mantenendo la linea dura sul nucleare, dopo la proroga del cessate il fuoco dei giorni scorsi appare piuttosto scettico sull’ipotesi di riprendere i bombardamenti.
La linea ufficiale
Dalla Casa Bianca non arrivano commenti nel merito dei negoziati. In una nota, la vice portavoce Olivia Wales ha ribadito: “Queste sono discussioni diplomatiche sensibili e gli Stati Uniti non negozieranno tramite la stampa. Come ha detto il presidente, sono gli Stati Uniti a dare le carte e chiuderanno soltanto un accordo che tuteli il popolo americano, non consentendo mai all’Iran di possedere un’arma nucleare”.
Le schermaglie all’Onu
Il dossier nucleare è diventato oggetto di scontro tra Stati Uniti e Iran anche in sede Onu, dopo che il movimento dei Paesi non allineati ha ottenuto per Teheran la nomina a una vicepresidenza nell’ambito della conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare. Il rappresentante americano Christopher Yeaw ha definito la scelta un affronto al trattato, accusando l’Iran di violare gli obblighi internazionali e di non collaborare con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. L’ambasciatore iraniano Reza Najafi ha risposto ricordando che gli Stati Uniti sono gli unici ad aver utilizzato armi nucleari in guerra e continuano a modernizzare il proprio arsenale.
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