Le verifiche sulla grazia concessa a Nicole Minetti sono entrate nel vivo. Il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano, Gaetano Brusa, ha confermato che gli accertamenti sulle dichiarazioni dell’ex consigliera regionale della Lombardia sono in corso e si stanno svolgendo “con la massima urgenza”. I controlli proseguiranno finché non saranno analizzati tutti gli elementi del caso, ripetendo anche i riscontri in Italia sui documenti sanitari del minore adottato da Minetti e dal suo compagno.
Le verifiche sono scattate dopo la richiesta del Quirinale, in allarme per le indiscrezioni rivelate da Il Fatto Quotidiano nei giorni scorsi. Secondo la testata, alcune delle informazioni riportate nei documenti consegnati da Minetti per ottenere la concessione della grazia sarebbero false. Nello specifico, sembra che il minore adottato non sia realmente orfano ma che l’igienista dentale abbia intentato una causa contro i suoi genitori biologici in Uruguay per privarli della responsabilità genitoriale.
Le verifiche in Italia e all’estero
Inoltre, Minetti aveva riferito di curare il piccolo a Boston in quanto in Italia non erano a disposizione percorsi terapeutici per la sua patologia. Una dichiarazione che, sempre secondo il giornale, sarebbe stata smentita dai primari dell’ospedale San Raffaele di Milano e dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il professore Luca Denaro, direttore dell’Uoc di Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale di quest’ultima struttura, si è espresso anche attraverso una nota ufficiale. In questa ha ribadito di non aver mai avuto contatti con Minetti e ha confermato di non aver mai avuto in cura il minore.
La Procura Generale di Milano sta effettuando gli accertamenti anche attraverso l’azione dell’Interpol, specificando che i fatti indicati sono da considerarsi “gravissimi“. I magistrati vogliono avere informazioni e documenti anche dall’estero, come dall’Uruguay, “su tutte le persone” citate nel caso. Brusa ha spiegato che il ministero ha dato il via libera a ogni tipo di accertamento, senza fornire uno specchietto sulle informazioni da approfondire.
L’intera questione, quindi, sarà scandagliata al fine di chiarire se la concessione della grazia sia fondata oppure no. Al termine delle verifiche, sarà inviato un parere al ministero. Il dubbio riguarda la possibilità che la grazia venga revocata, ma solo nel caso in cui l’impianto su cui si basava la decisione si rivelasse non corrispondente al vero.
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