giovedì 30 Aprile 2026

Israele intercetta Flotilla diretta a Gaza e ferma 211 attivisti, 23 sono italiani. Netanyahu: “Continueranno a vedere Striscia su Youtube”

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Sono 211, di cui 23 italiani, gli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati dalle autorità israeliane al largo di Creta mentre navigavano verso Gaza per tentare di forzare il blocco navale intorno alla Striscia. Il numero totale è stato riferito da Helen Coron, rappresentante della Global Sumud France, in una conferenza stampa in video, durante la quale ha precisato che a bordo della Flotilla ci sono 48 delegazioni. Il team legale della Flotilla ha confermato il numero degli italiani. Le imbarcazioni sequestrate dalle forze navali israeliane in acque internazionali, a 960 chilometri da Gaza, sono 21 e almeno sette battono bandiera italiana.  

Israele aveva parlato di 175 attivisti. Il ministero degli Esteri israeliano sui social ha pubblicato un filmato che – afferma – mostra “gli attivisti mentre si divertono a bordo di imbarcazioni israeliane”. “Circa 175 attivisti di oltre 20 imbarcazioni della ‘Flotilla dei preservativi'” – così li definisce Israele nel post su X – che erano diretti verso la Striscia di Gaza, “sono ora diretti pacificamente in Israele”.  

Nelle scorse ore lo stesso ministero degli Esteri israeliano, sempre via X aveva pubblicato un video che, secondo Tel Aviv, è stato effettuato a bordo di una barca della flotilla. Secondo il ministero, “l”assistenza medica’ trovata” sarebbe costituita da “preservativi e droga”.  

Gli attivisti “trasferiti su navi israeliane nelle prossime ore, in coordinamento con il governo greco, saranno sbarcati su una spiaggia greca”, fa sapere ancora via social il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, che, dopo aver assicurato che tutti gli attivisti sono “illesi”, ha rivendicato che “finora, Israele, attraverso le Idf, ha bloccato con successo i tentativi di violare il legittimo blocco navale su Gaza e l’arrivo di imbarcazioni dalla flottiglia provocatoria. Ringraziamo il governo greco per la sua disponibilità ad accogliere i partecipanti della flottiglia. Invitiamo chiunque non sia interessato a provocazioni ma piuttosto all’aiuto umanitario a Gaza a farlo tramite il Board of peace, che oggi ha anche rilasciato una dichiarazione in merito”, ha detto ancora Sa’ar, ribadendo che “Israele non permetterà la violazione del legittimo blocco navale su Gaza”. 

Sui suoi canali social, Global Sumud Flotilla parla invece di un “violento raid in acque internazionali” durante il quale “le forze navali israeliane hanno intercettato, imbarcato e sistematicamente disattivato varie imbarcazioni”. Poi, “dopo aver distrutto i motori” i militari “si sono ritirati—lasciando intenzionalmente centinaia di civili bloccati su vascelli privi di energia e danneggiati, direttamente sul percorso di una massiccia tempesta in avvicinamento. Inoltre, le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state disturbate, interrompendo la loro capacità di coordinarsi o di segnalare aiuto”.
 

Il gruppo ha affermato in una dichiarazione che si tratta di “pirateria”. “Questo – dicono – è sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta, un’affermazione secondo cui Israele può operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza subire conseguenze.”  

Antonella Bundu, già candidata per ‘Toscana Rossa’ alle ultime elezioni regionali, aggiorna dai social sulla situazione di Trinidad, una delle imbarcazioni della Flotlilla che non sono state intercettate dall’esercito israeliano e che adesso si trova in navigazione in acque internazionali a sud di Creta. “Sono arrivati i greci. ci stanno scortando una fregata e un’altra imbarcazione greca”, scrive. 

La Flotilla che voleva rompere il blocco navale al largo della Striscia “continuerà a vedere Gaza su Youtube”, scritto su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che si è congratulato con la Marina per aver fermato le imbarcazioni della Flotilla, a bordo delle quali c’erano anche attivisti italiani. “Ho ordinato loro di impedire a una flotta di sostenitori di Hamas di raggiungere le coste di Gaza. La missione è stata eseguita con pieno successo. Nessuna nave e nessun sostenitore di Hamas è arrivato nel nostro territorio, né addirittura nelle nostre acque territoriali. Sono stati rispediti indietro e torneranno nei loro Paesi d’origine”. 

“La forza trainante dietro la provocazione della Flotilla è Hamas – in collaborazione con provocatori professionisti – con l’obiettivo di sabotare il passaggio alla seconda fase del piano di pace del presidente Trump e di distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di deporre le armi”. Lo ha dichiarato in un post su X il ministero degli Esteri di Tel Aviv dopo l’intercettazione della nuova Flotilla diretta verso Gaza con l’obiettivo di rompere il blocco della Striscia. 

“Israele è impegnato a garantire la libertà di navigazione. A causa dell’elevato numero di imbarcazioni della Flotilla, del rischio di escalation e della necessità di impedire la violazione di un blocco legittimo, era necessario un intervento tempestivo in conformità con il diritto internazionale”, ha proseguito il ministero degli Esteri israeliano, secondo cui “l’operazione è stata condotta in acque internazionali in modo pacifico e senza causare vittime”. 

“Un’ispezione iniziale delle imbarcazioni ha rivelato la presenza di materiali che sembrano essere droghe e contraccettivi – ha aggiunto il governo di Tel Aviv – Questa Flotilla è un’altra trovata pubblicitaria, priva di aiuti umanitari. Si tratta di provocatori professionisti in crociera per loro piacere. Una ‘Flotilla di preservativi’: né più né meno”. 

Le accuse del ministero degli Esteri sulla nuova flottiglia diretta verso Gaza vengono ulteriormente rafforzate, secondo le autorità di Tel Aviv, dalla presenza di una serie di attivisti e organizzatori che gravitano attorno alla Global Sumud Flotilla (Gsf) e che sarebbero riconducibili, sulla base di documentazione e intelligence citata dal ministero israeliano della Diaspora, a reti considerate vicine a Hamas e ad altri gruppi palestinesi. 

Tra i nomi indicati figura Saif Abu Keshk, membro del comitato direttivo della Gsf e portavoce dell’iniziativa Global March to Gaza, descritto come collegato a figure religiose algerine come Yahia Sarri che, secondo Israele, avrebbero avuto contatti con esponenti di Hamas in diversi contesti ufficiali e informali tra il 2022 e il 2025. Abu Keshk risulta promotore della Global Coalition for Palestine, rete che include varie campagne e iniziative pro-Gaza. 

Nel dossier israeliano viene citato anche Muhammad Nadir Al-Nuri, attivista malese e membro del board della Gsf, fondatore di Cinta Gaza Malaysia, che avrebbe sostenuto progetti a favore di strutture operative a Gaza. In alcune occasioni pubbliche, Al-Nuri – secondo la documentazione diffusa da Israele – risulterebbe essere apparso insieme a esponenti di primo piano di Hamas, come Ghazi Hamad, alto funzionario del politburo. 

Un altro nome è quello di Marouan Ben Guettaia, attivista algerino legato al Soumoud Convoy, indicato dal ministero della Diaspora come vicino a diversi interlocutori citati nella rete e apparso in incontri con esponenti palestinesi di alto livello, tra cui l’esponente di Hamas, Youssef Hamdan. 

Nel dossier compare anche Wael Nawar, membro del comitato direttivo della Gsf e già coordinatore del Soumoud Convoy, che secondo Israele sarebbe risultato presente a incontri con rappresentanti di Hamas, del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Pflp) e della Jihad Islamica, oltre a partecipazioni ad eventi insieme a esponenti di Hezbollah. 

Infine viene citato Zaher Birawi, giornalista e attivista palestinese-britannico, tra i fondatori della Freedom Flotilla Coalition, figura di riferimento di diverse iniziative pro-Gaza in Europa e attivo nella promozione di precedenti missioni della Flotilla. Secondo il Meir Amit Intelligence and Terrorism Information Center, Birawi è anche membro del consiglio del Palestinian Return Centre (Prc), organizzazione designata da Israele come “affiliata ad Hamas”. 

“Pirateria” e “prova ulteriore della brutalità dell’occupazione”. Hamas non risparmia accuse a Israele e parla così dopo “il sequestro di imbarcazioni della Flotilla da parte delle forze israeliane”, dopo “l’attacco contro gli attivisti umanitari della Flotilla”. “Si tratta – ha affermato Osama Hamdan, esponente di Hamas, citato dal giornale palestinese Filastin – di pirateria. Costituisce una violazione del diritto internazionale”. 

“La libertà di navigazione secondo il diritto internazionale deve essere rispettata”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni nel corso del briefing giornaliero con la stampa. Il portavoce ribadisce l’appello a Israele “affinché rispetti il diritto internazionale, incluso il diritto internazionale umanitario e il diritto marittimo internazionale”. Per quanto riguarda gli equipaggi delle barche fermate, El Anouni ricorda che la responsabilità della protezione consolare spetta alle autorità nazionali dei rispettivi Paesi. 

Israele non ha consultato le autorità greche prima del sequestro della Flotilla diretta a Gaza per rompere l’assedio israeliano, sequestro che è avvenuto in acque internazionali a nord-ovest dell’isola di Creta. Lo ha dichiarato Pavlos Marinakis, portavoce del governo greco, durante una conferenza stampa. “Non c’è stata alcuna consultazione preventiva con le autorità greche, che non hanno il diritto di intervenire in acque internazionali se non in caso di operazioni di ricerca e salvataggio”, ha dichiarato. 

Marinakis ha aggiunto che, a seguito di comunicazioni tra i ministeri degli esteri greco e israeliano, le navi israeliane coinvolte stavano già lasciando la zona e facendo ritorno alla base. 

“Forte preoccupazione” per gli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla, sequestrata la notte scorsa in acque internazionali al largo della Grecia, è stata espressa da Italia e Germania. In una nota congiunta i due Paesi chiedono “il pieno rispetto del diritto internazionale applicabile e di astenersi da azioni irresponsabili”, sottolineando come la loro “priorità comune e assoluta è garantire la sicurezza dei nostri cittadini, in linea con il diritto internazionale umanitario”. “Richiamiamo il nostro comune impegno e gli sforzi della comunità internazionale per fornire aiuti umanitari a Gaza in conformità con il diritto e gli standard internazionali”, aggiungono. 

La Spagna ha “condannato con fermezza” il sequestro, da parte delle forze israeliane al largo di Creta, della Flotilla. In un comunicato Madrid il ministero degli Esteri spagnolo ha convocato l’incaricato d’affari israeliano in Spagna per esprimere la propria protesta in merito al fermo. 

“Costituisce un atto di pirateria l’attacco delle forze israeliane in acque internazionali contro la Global Sumud Flotilla, organizzata per consegnare aiuti umanitari a Gaza”. È l’accusa contenuta in una nota del ministero degli Esteri di Ankara, in cui si afferma che “prendendo di mira la Global Sumud Flotilla, la cui missione è richiamare l’attenzione sulla catastrofe umanitaria che colpisce la popolazione innocente di Gaza, Israele ha anche violato i principi umanitari e il diritto internazionale”. 

Ankara parla di “atto di aggressione”, di una “violazione del principio di libertà di navigazione in alto mare” e chiede alla comunità internazionale di “adottare una posizione unita contro questo atto illegittimo da parte di Israele”. “Vengono intraprese tutte le iniziative necessarie, in coordinamento con i Paesi interessati, riguardo le condizioni dei nostri connazionali e degli altri passeggeri della Flotilla”, conclude la nota. 

La Global Sumud Italia lancia, sui social, una “mobilitazione di urgenza” dopo che le imbarcazioni sono state intercettate da Israele. “Il diritto Internazionale è inequivocabile. Le missioni umanitarie nelle acque internazionali sono protette dalla legge – sottolinea in un post la Global Sumud Italia – Non esiste alcun fondamento giuridico per l’azione di ‘Israele’”. 

“La richiesta è chiara: non vogliamo semplici dichiarazioni di solidarietà, vogliamo azioni concrete. Chiediamo: protezione diplomatica immediata per le attiviste – prosegue -Condanna formale da parte dei governi ed interruzione di ogni rapporto con Israele”. La Global Sumud Italia lancia quindi una “mobilitazione nazionale permanente per la Palestina e contro ogni guerra a supporto della Flotilla, in tutta Italia e in tutte le città”. 

“La Palestina e il Libano continuano a subire attacchi. La flottiglia è in movimento. La minaccia non è passata. Ogni ora di inazione da parte dei governi è un’ora in cui delle vite rimangono a rischio. L’urgenza non è retorica: è la realtà – conclude Global Sumud Italia – Perché l’inazione è complicità. Quindi noi insorgiamo, resistiamo, blocchiamo tutto!”. 

 

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