sabato 2 Maggio 2026

Global Sumud Italia denuncia Israele: presentato un esposto per il rilascio degli attivisti della Flotilla

Oltre duecento persone fermate della Marina israeliana: presidio a Roma per fare luce sulla sorte dei 23 italiani e delle imbarcazioni sequestrate

Da Alessio Matta
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

La vicenda della Flotilla si sposta anche in Italia. Dopo il fermo in mare delle imbarcazioni dirette verso Gaza, la delegazione italiana di Global Sumud ha presentato un esposto contro Israele per ottenere il rilascio di due attivisti ancora trattenuti e ha convocato un presidio davanti alla Farnesina.

Secondo quanto riferito dal movimento, sarebbero 211 gli attivisti fermati dalla Marina israeliana tra mercoledì e giovedì in acque internazionali. Un numero più alto rispetto a quello indicato da Israele, che parla di 175 persone. Le imbarcazioni coinvolte sarebbero 57, partite da Siracusa nei giorni scorsi con l’obiettivo di portare aiuti nella Striscia di Gaza e contestare il blocco navale.

Per quanto riguarda l’Italia, i partecipanti sarebbero stati 55, anche se solo una parte risulta tra i fermati. La delegazione italiana riferisce di avere conferma della presenza di 23 connazionali a bordo di 21 imbarcazioni sequestrate, almeno sette delle quali con bandiera italiana. La richiesta avanzata riguarda in particolare la sorte dei due attivisti trasferiti in Israele, su cui al momento ci sono poche informazioni.

La mobilitazione prosegue a Roma, dove è stato organizzato un presidio per chiedere il rilascio degli attivisti e un intervento diretto del governo italiano. Al centro della protesta anche la richiesta di chiarimenti sulle modalità del fermo e sulle condizioni delle persone coinvolte.

Solo dopo queste ore di tensione sono emerse anche le denunce di alcuni partecipanti, che parlano di violenze durante le operazioni in mare. Diversi attivisti raccontano di essere stati colpiti con pugni e calci e trascinati con le mani legate. Alcuni riferiscono di ferite e condizioni difficili durante la detenzione a bordo, con poco cibo e acqua e notti passate su pavimenti bagnati. Accuse respinte da Israele, che definisce la flottilla una provocazione e ribadisce la legittimità del blocco navale su Gaza. Resta aperto il caso dei due attivisti ancora trattenuti, mentre cresce la pressione politica e diplomatica anche in Italia.

Leggi anche: Trump: “Forse è meglio non raggiungere alcun accordo l’Iran”

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

 

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata