giovedì 13 Agosto 2026
Thiago Avila ph X

Morta la madre di Avila, attivista della Flotilla: lui non lo sa perché in carcere in Israele

La donna è morta a Brasilia mentre il figlio è in cella per aver preso parte alla spedizione umanitaria diretta verso Gaza. La famiglia e l'Onu ne hanno chiesto la scarcerazione

Di Laura Laurenzi
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Una tragedia nella tragedia. È morta la dell’attivista brasiliano della Global Sumud Flotilla, Thiago Avila, in Israele in regime di isolamento. La donna aveva 63 anni ed è morta a Brasilia dopo una lunga malattia. Avila non è stato informato di quanto accaduto, in quanto si trova in prigione senza possibilità di alcun contatto con l’esterno. Il decesso della madre è il simbolo dell’ingiustizia vissuta dall’attivista, arrestato in acque internazionali mentre partecipava ad una spedizione umanitaria legale, la cui unica colpa era quella di essere diretta verso Gaza.

“Teresa Regina de Avila e Silva ha affrontato anni di grave malattia con coraggio, serenità e dignità, spinta da un’incrollabile volontà di vivere e circondata dall’amore incondizionato della sua . La figlia di Thiago, di due anni, porta il suo nome”, si legge nella nota rilasciata dagli attivisti della Global Sumud Flotilla. Gli stessi che hanno definito la situazione “straziante” e hanno ribadito l’appello della famiglia a Israele per l’immediata liberazione dei due militanti che si trovano nelle carceri dello Stato ebraico. Insieme a Thiago Avila è infatti detenuto l’attivista spagnolo Saif Abu Keshek. Le loro foto dopo poche ore dall’arresto hanno fatto il giro del mondo. I due sono apparsi tumefatti a delle violenze subite.

Perché Avila è in carcere in Israele

Avila e Abu Keshek sono stati sequestrati nella notte tra il 28 e il , durante il di Israele contro la spedizione umanitaria. Un’operazione che si è svolta a centinaia di miglia nautiche dalle coste di Israele e Gaza, dove Tel Aviv non avrebbe giurisdizione. Oltre 270 attivisti così sono stati portati nel Paese ma solo i due sopracitati sono ancora detenuti. Il 5 il tribunale ha prorogato la loro detenzione cautelare fino all’11 maggio basandosi su “elementi di prova segreti”. Questi dati su cui si è basata la decisione, quindi, non sono stati resi pubblici.

Il portavoce dell’ufficio dell’ per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan, ha dichiarato che “Israele deve rilasciare immediatamente e senza condizioni i due attivisti, in quanto detenuti senza alcuna formale”. Inoltre, ha stabilito che non si tratta di crimini mostrare e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che continua ad averne urgente bisogno.

Leggi anche: “Se hanno la fortuna di essere fermati gridano alla tortura”. La Russa attacca la Flotilla

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