I leader di maggioranza si sono incontrati a Palazzo Chigi per pranzo. Un confronto durato un’ora e mezza a base di spigola e acqua, niente vino. La premier Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, insieme al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, avevano molto su cui discutere. Dal conflitto in Medio Oriente al caro energia, fino alla riforma del Rosatellum.
Il centrodestra “tira dritto” sulla legge elettorale
“Procederemo dritti”. È il verdetto del leader della Lega Matteo Salvini dopo il vertice a Palazzo Chigi. Pur lasciando aperto, si intende, il confronto con le opposizioni. Che su questo non hanno dubbi: il testo, così com’è formulato, è irricevibile. Lo sostiene con fermezza la capogruppo del Pd in Commissione Affari Costituzionali Simona Bonafè, che concentra il suo ammonimento sul premio di maggioranza, giudicato “abnorme e sproporzionato”. Ed evidenzia: “Non si possono cambiare le regole fondamentali della democrazia a colpi di maggioranza, senza ascolto e confronto. Serve equilibrio e rispetto delle istituzioni”.
Il leader di +Europa Riccardo Magi non è da meno. Sottolinea infatti la “figuraccia di Meloni”. “La maggioranza si è infilata in un vicolo cieco e ora sta cercando il sostegno delle opposizioni, raccontandola come una apertura al dialogo perché non sa come uscire”, ha spiegato intercettato dai cronisti, “il testo presentato non trova il consenso nemmeno tra i parlamentari di destra e ora chiedono al centrosinistra di appoggiarlo”. Un dibattito, insomma, che rimane aperto.
Energia e focus sul nucleare
Il nodo del caro energia rimane prioritario. È emersa, a questo proposito, la volontà di “accelerare il percorso verso il nucleare”, inserendolo nel quadro delle misure per affrontare la crisi energetica e ridurre la dipendenza dell’Italia dai fornitori esteri. L’obiettivo dell’esecutivo è quello di arrivare rapidamente a una legge delega che consenta di snellire l’iter normativo e amministrativo, aprendo alla possibilità di un nuovo sviluppo del settore. Ma anche garantire la sicurezza energetica e, di conseguenza, la stabilità dei prezzi.
“Il nucleare non è un obbligo o un dovere”. È la risposta immediata dei deputati del M5S Emma Pavanelli ed Enrico Cappelletti, che hanno accusato l’esecutivo di non aver applicato – in quattro anni di governo – una strategia efficace conto il caro bollette e di aver ostacolato lo sviluppo delle rinnovabili. Peraltro, secondo i pentastellati, anche se si decidesse di investire sul nucleare, questo non risolverebbe il problema dell’autonomia energetica.
Non solo, hanno sottolineato: “La scorsa settimana, inoltre, avremmo dovuto iniziare a votare la legge delega sul nucleare ma c’è stato un rinvio, e non se ne è parlato neanche questa settimana”. E hanno concluso: “Se la prendano pure con l’Europa, scarichino pure le responsabilità sugli altri”.
Medio Oriente
Sulla linea relativa al conflitto nel Golfo, i leader del centrodestra non hanno modificato di molto la loro posizione. L’Italia, dunque l’esecutivo, continuerà a lavorare per favorire il dialogo tra l’Europa e gli Usa, così da raggiungere una soluzione diplomatica. Inoltre, fonti vicine alla maggioranza confermano l’eventualità di partecipare a una missione internazionale di sminamento dello Stretto di Hormuz, anche se – precisano – non è in alcun modo associabile a un’iniziativa di guerra. È il fronte unito che si prepara all’incontro della premier Giorgia Meloni con il segretario di Stato Usa Marco Rubio.
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