venerdì 8 Maggio 2026
Nicole Minetti

Nicole Minetti rimane “graziata”. I magistrati per ora non riscontrano anomalie

Dagli accertamenti dell’Interpol di Milano non risultano irregolarità tali da rivedere il parere trasmesso al Guardasigilli e quindi al Colle

Da Maria Vittoria Ciocci
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Nicole Minetti rimane “graziata”. Gli esiti degli accertamenti forniti dall’Interpol della Procura generale di Milano, per ora, non sono tali da revocare l’annullamento della pena concesso dal Colle nel febbraio 2026. L’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi aveva chiesto al Tribunale di sorveglianza del capoluogo lombardo l’affidamento ai servizi sociali per l’esecuzione della condanna a 3 anni e 11 mesi, maturata nell’ambito del processo Ruby – dunque, favoreggiamento della prostituzione – e di quello per peculato sui rimborsi della Regione Lombardia.

La procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa, i quali avevano già chiarito che – qualora avessero rilevato un elemento tale da valutare la revoca della grazia – lo avrebbero già segnalato al ministero della Giustizia, si sono resi disponibili immediatamente per verificare le presunte irregolarità. L’Interpol ha quindi avviato gli accertamenti, anche in Spagna e Uruguay, per poi arrivare al verdetto finale: non ci sono le condizioni per rivedere il parere trasmesso mesi fa al Guardasigilli e quindi a Sergio Mattarella. Si attende ora la sentenza definitiva e ufficiale della Procura, una volta incastrati tutti i pezzi del puzzle.

L’Interpol si era attivata alla luce dell’inchiesta de’ Il Fatto Quotidiano, che aveva rilevato presunte inesattezze sulle condizioni avanzate nella richiesta di grazia. Tra queste, la malattia del figlio adottivo di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani in primis, ma anche la necessità di sottoporlo a delle terapie all’estero. Si aggiungono poi le anomalie relative alla procedura di adozione del minore di nove anni, in cura a Boston negli Stati Uniti, e la “seria volontà di riscatto sociale” dell’ex igienista dentale.

“Più che un’inchiesta giornalistica, sembra al contrario di totale insensibilità e impermeabilità ai dati” – contestano i legali di Minetti e Cipriani ai “canali di informazione”, che pungono ancora l’ormai ex condannata e il suo compagno – “in totale spregio all’indicazione venuta dal Quirinale di tutelare” la privacy del minore. È questa l’ultima arringa, forse, degli avvocati Antonella Calcaterra ed Emanuele Fisicaro.

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