sabato 9 Maggio 2026
Caso Garlasco, Andrea Sempio

Tutte le prove contro Sempio: dall’impronta della mano alle intercettazioni in auto

La Procura di Pavia ha chiuso le indagini indicando nel 40enne il possibile assassino di Chiara Poggi. Sotto osservazione anche le dichiarazioni dei genitori

Da Laura Laurenzi
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Le indagini su Andrea Sempio sono state chiuse e ora inizia un nuovo gioco delle attese. Per la Procura di Pavia, il 40enne è l’assassino di Chiara Poggi, uccisa perché lo avrebbe rifiutato dopo un approccio di tipo sessuale. Un’accusa che potrebbe portare ad un rinvio a giudizio e soprattutto ad una revisione del processo che ha portato alla condanna a 16 anni di carcere di Alberto Stasi.

I pm si basano su due prove regine. La prima è quella ormai divenuta nota come “traccia 33”, ovvero l’impronta rinvenuta in casa Poggi che la Procura attribuisce a Sempio. Visto che già nel 2007 i Ris di Parma si erano concentrati su questa prova, grattando l’intonaco e non permettendo nuovi accertamenti, gli inquirenti hanno ascoltato i colleghi che se ne erano occupati. “Si vedeva che era una mano destra e faceva senso perché era evidente che si trattasse di una mano che si era appoggiata su quella parete nel luogo dove era stato rinvenuto il cadavere”, avrebbe dichiarato l’allora comandante della sezione impronte del Ris, Aldo Mattei. Quest’ultimo ha aggiunto che l’impronta sembrava lasciata da una mano bagnata.

Le impronte e le intercettazioni di Sempio

La seconda è l’impronta sul gradino 0 della scala, definita “traccia N”, lasciata dal tacco della scarpa dell’aggressore mentre si sarebbe soffermato a guardare la vittima dall’alto, almeno secondo gli esiti della Bpa, ovvero dell’analisi delle impronte insanguinate. Anche questa è secondo gli inquirenti attribuibile a Sempio, in quanto presenta le stesse caratteristiche delle misurazioni a cui è stato sottoposto.

A pesare poi sono le intercettazioni a suo carico. Il 14 aprile 2025, Sempio è solo in auto e commenta un podcast su Garlasco, fornendo dettagli su un video intimo sparito, sul trasferimento su una pennetta e sul rifiuto della vittima, chiamata “bella stronza. Successivamente, il 12 maggio il 40enne commenta il racconto di Stasi del momento della scoperta del corpo, sostenendo che “quando sono andato io il sangue c’era”.

Infine, il 22 ottobre scorso i genitori di Sempio vengono intercettati mentre parlano dello scontrino del parcheggio di Vigevano, che costituisce l’alibi di Sempio per l’omicidio. La mamma sostiene che ora c’è un familiare che dice che lo scontrino non è stato fatto da loro e il padre risponde: “Come fa a saperlo?”. E aggiunge: “Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu”.

Leggi anche: I legali dei Poggi contro carabinieri e Procura: “Condizionati da contesti poco trasparenti”

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