domenica 10 Maggio 2026

“Sempio ha provato a cancellare Chiara Poggi con una furia cieca”

Secondo la Procura di Pavia il 38enne avrebbe ucciso la vittima dopo un rifiuto di un approccio sessuale, colpendola al viso e al capo per eliminare quell'opposizione. Gli inquirenti hanno recuperato un foglietto su cui l'indagato avrebbe scritto la parola "assassino"

Da Laura Laurenzi
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Per i pm della Procura di Pavia l’assassino di Chiara Poggi, la 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2006, è Andrea Sempio. L’allora 19enne avrebbe aggredito la ragazza a seguito di un rifiuto delle sue avances sessuali, colto da una furia cieca. Lo si legge negli atti che lo scorso 6 maggio sono stati presentati all’indagato nel corso del suo interrogatorio.

“Da quel rifiuto inaspettato nasce una reazione esplosiva, che si accende quando la vittima lo scaccia e tenta di sottrarsi, trasformando quella tensione crescente in uno scontro fisico”, sostengono gli inquirenti, secondo cui Sempio si sarebbe accanito contro il volto e la testa della giovane per “cancellare ogni traccia della persona che si era opposta”.

Le prove contro Sempio

Una ricostruzione inquietante che mostra un Sempio furioso e incapace di accettare un “no”. Secondo la Procura, il suo desiderio per Poggi sarebbe nato a seguito della visione dei filmati intimi che aveva girato insieme ad Alberto Stasi, suo fidanzato e unico condannato per l’omicidio. Ora, però, i pm sostengono che il responsabile possa essere un altro, lo stesso che nel 2017 fu indagato la prima volta e poi archiviato.

Oggi contro di lui c’è la “traccia 33”, ovvero l’impronta della mano lasciata sul muro delle scale dove fu trovato il cadavere, e la “traccia N”, un’impronta di scarpe sullo scalino zero della stessa scala. Entrambe secondo gli inquirenti apparterrebbero al 38enne. A queste si aggiungono alcune intercettazioni dell’indagato e dei suoi genitori, così come alcuni scritti, le ricerche online e i post che “restituiscono i tratti di una persona ossessionata dal sesso violento, frustrata dalle esperienze giovanili, del tutto irrispettosa della dimensione personale femminile”.

Le intercettazioni e i bigliettini

In una nota dei pm di Pavia viene contestato anche un foglietto con delle frasi sconnesse e la parola “assassino”, che Sempio avrebbe buttato in un bidone di un’isola ecologica lontano da casa sua il 26 febbraio di un anno fa. Si tratta del giorno in cui venne chiamato in caserma dai carabinieri di Voghera per una notifica. Un  biglietto che secondo il legale del 38enne sarebbe estraneo al caso e riguarderebbe un appunto preso per un contributo audio per uno spettacolo teatrale. Il sacco dell’immondizia sarebbe stato gettato lontano da casa perchè “dietro l’Ipercoop dove peraltro
lavorava, si poteva buttare il sacco dell’immondizia come indifferenziata”.

Intanto, anche il fratello della vittima, Marco Poggi, si è espresso sulla posizione di Sempio. I due erano amici all’epoca dell’omicidio e i famigliari della 26enne sostengono che il 38enne sia estraneo alla vicenda.

“Non mi so dare una spiegazione. Se la devo dare, l’unica plausibile, seppure assurda, visto che nell’intercettazione si parla di una chiavetta con video intimi, è che Sempio ha preso una penna usb che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa”, ha dichiarato nella sua audizione, come riportato da diversi organi di stampa. Resta da capire se nei prossimi giorni giungerà un rinvio a giudizio di Sempio, che potrebbe portare alla revisione del processo di Alberto Stasi.

Leggi anche: A Mestre una 17enne accusa il coinquilino di violenza sessuale

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