(Adnkronos) – La Marina militare israeliana ha iniziato a intercettare le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza nel tentativo di sfidare il blocco navale imposto da Israele. Secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, le operazioni sarebbero iniziate al largo delle coste di Cipro con l’impiego di 4 navi militari e 6 imbarcazioni veloci. Le unità israeliane avrebbero circondato la flotta civile in acque internazionali, procedendo poi agli abbordaggi.
Le imbarcazioni intercettate risultano essere dieci: Cactus, Zio Faster, Holy Blue, Furleto, Kyriakos, Amanda, Blue Toys, Barbaris, Isobella e Tenaz. Le immagini diffuse sui canali social mostrano attivisti intenti a registrare le fasi dell’operazione mentre i militari israeliani salgono a bordo delle imbarcazioni armi in pugno.
“Le forze israeliane stanno salendo sulle nostre barche alla luce del sole”, afferma la Global Sumud Flotilla, che denuncia un’azione definita “illegale” e chiede l’intervento dei governi. “Chiediamo un passaggio sicuro per la nostra missione umanitaria legale e non violenta”, si legge in una dichiarazione diffusa dagli attivisti dopo l’intercettazione delle prime imbarcazioni salpate giovedì scorso dalla Turchia e fermate dai commando israeliani “in pieno giorno” e in acque internazionali.
La Flotilla sollecita inoltre i governi a intervenire contro quelli che definisce “atti illegali di pirateria” da parte di Israele, finalizzati a mantenere “l’assedio genocida” di Gaza. “La normalizzazione della violenza dell’occupazione è una minaccia per tutti noi”, conclude la dichiarazione.
“Dopo una notte tranquilla a gran sorpresa quattro navi e sei mezzi veloci israeliani hanno iniziato a dare la caccia alle barche della Global Sumud Flotilla in acque internazionali. Inseguite, una decina sono state abbordate e le persone che erano a bordo sono state rapite. Abbiamo perso i contatti con diverse persone, non sappiamo dove siano, non sappiamo dove le stanno portando. Ci sono 35 italiani su quelle barche, otto natanti battono bandiera italiana”. Così Maria Elena Delia, portavoce di Global Sumud Italia, durante la manifestazione indetta da Usb in corso a Roma, nei pressi della Stazione Termini. “Chiediamo a tutte e tutti di mobilitarsi”, i governi “hanno il dovere di tutelare l’incolumità e la libertà di queste persone, che volevano solo portare aiuti a Gaza e rompere un blocco illegale che strozza la Striscia di Gaza da quasi vent’anni”, aggiunge Delia sottolineando poi che “verranno lanciati dei presidi permanenti finché tutti i nostri compagni e le nostre compagne non saranno tornate illese e illesi a casa”.
Alcune imbarcazioni risultano invece ancora in navigazione verso la Striscia. Maurizio Menghini, marchigiano di Senigallia, è a bordo della barca Abodes della Global Sumud Flotilla, non ancora intercettata. Scrive al Coordinamento Marche per la Palestina che l’imbarcazione sta puntando verso Gaza “a tutta velocità”.
Secondo Ynet, l’Idf ha deciso di fermare alcune delle barche della Flotilla – oltre 50 barche con centinaia di persone a bordo – con l’obiettivo di fermare i leader e spingere le altre barche a tornare indietro. Le persone fermate sono state trasferite, aggiunge il giornale israeliane, su quella che viene definita una “prigione galleggiante”, a bordo della quale saranno trasferiti a Ashdod. Secondo i media turchi, il coordinamento della Flotilla avrebbe perso i contatti con almeno 23 imbarcazioni.
La flottiglia, composta da oltre cinquanta imbarcazioni partite la scorsa settimana dal porto turco di Marmaris, rappresentava – secondo gli organizzatori – la fase finale della traversata verso la Striscia di Gaza per protestare contro il blocco israeliano. Una portavoce della Flotilla ha detto a Al-Arabi che “denunceremo Israele per aver violato la legge del mare e pirateria contro le barche della Flotilla”.
Anche il ministero degli Esteri turco ha condannato l’operazione definendola “un nuovo atto di pirateria”.
Poco prima dell’intervento militare, il ministero degli Esteri israeliano aveva lanciato un avvertimento ufficiale agli attivisti, invitandoli a “cambiare rotta e tornare immediatamente indietro”.
Secondo Ynet, l’Idf ha deciso di fermare alcune delle barche della Flotilla – oltre 50 barche con centinaia di persone a bordo – con l’obiettivo di fermare i leader e spingere le altre barche a tornare indietro. Le persone fermate sono state trasferite, aggiunge il giornale israeliane, su quella che viene definita una “prigione galleggiante”, a bordo della quale saranno trasferiti a Ashdod.
“Ancora una volta una provocazione pura e semplice, ancora un’altra cosidetta flotilla di aiuti umanitari, con nessun aiuto umanitario. Questa volta due gruppi violenti turchi, Mavi Marmara e Ihh, quest’ultimo designato come organizzazione terroristica, vi partecipano”. E’ quanto sostiene in una dichiarazione diffusa dal ministero degfli Esteri israeliano questa mattina, prima di avviare l’operazione militare di intercettazione e sequestro della barche della nuova Flotilla, avvenuta ancora una volta in acque internazionali.
“Israele chiede a tutti i partecipanti a questa provocazione di invertire la rotta e tornare indietro immediatamente”, concludeva la dichiarazione. pubblicata su X, del ministero, affermando che “Israele non permetterà nessuna violazione del bloco navale legale di Gaza”. Secondo gli israeliani “l’obiettivo di questa provocazione è servire Hamas, distrarre l’attenzioen dal rifiuto di Hamas di disarmare e ostacolare il progresso del piano di pace di Trump”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha effettuato anche oggi passi diplomatici con il Governo israeliano per chiedere rassicurazioni sulle condizioni di trattamento degli attivisti italiani che potrebbero essere fermati dalle Idf. Lo si apprende da una nota della Farnesina, secondo cui Tajani “ha chiesto all’Unità di Crisi, alle ambasciate d’Italia a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di effettuare tutti i passi necessari per tutelare l’incolumità degli italiani e assisterli in caso di sbarco”. L’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv ha avuto un ulteriore contatto con le autorità israeliane questa mattina per garantire la sicurezza degli italiani – si apprende -la Farnesina continua a seguire l’evoluzione della situazione.
“Abbiamo mandato un messaggio chiaro a Israele: devono fare in modo di rispettare le regole e il diritto internazionale. Anche qualora dovessero essere fermati cittadini italiani, devono essere sempre trattati nel massimo rispetto della dignità della persona”, ha aggiunto il vicepremier.
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