lunedì 25 Maggio 2026
Flotilla ph Ansa

“Dal governo italiano nessuna notizia dei 12 attivisti della Flotilla sequestrati da Israele”

I famigliari degli italiani fermati dalle Idf hanno chiarito di essere stati aggiornati sulle condizioni dei loro cari solo dal team legale della spedizione. In totale sono 260 le persone fermate durante l'abbordaggio avvenuto ieri

Da Laura Laurenzi
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Sono 12 i cittadini italiani che ieri sono stati fermati e sequestrati da Israele in acque internazionali, a poche miglia nautiche da Cipro, mentre tentavano di raggiungere le coste di Gaza a bordo delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Le loro famiglie hanno perso i contatti nel pomeriggio di ieri, poco prima che le Idf raggiungessero la spedizione e iniziassero le operazioni di abbordaggio.

Il copione è quello già visto il 1° ottobre e lo scorso 29 aprile. Le navi veloci dell’esercito israeliano arrivano verso le imbarcazioni con a bordo gli attivisti, i sistemi di comunicazione vengono bloccati per evitare che i fermati chiedano soccorso e infine si procede ai sequestri. La grande differenza è che stavolta Israele ha deciso di agire in pieno giorno. In più il sequestro si è svolto in modo molto veloce, con decine di barche che sono state abbandonate alla deriva nel Mediterraneo.

L’abbordaggio della Flotilla

Appena le comunicazioni sono tornate, Dario Carotenuto, il deputato del M5S a bordo della spedizione, ha chiarito quanto accaduto e ha chiesto un intervento forte e non fraintendibile da parte del governo italiano. La preoccupazione maggiore riguarda le condizioni di salute dei circa 260 attivisti che sono stati fermati da Israele. Per ora non vi sono certezze sulle loro condizioni, né sul loro destino. L’ipotesi principale è che vengano portati ad Ashdod e poi in carcere nel Naghev. Da lì partiranno i decreti di espulsione e, per chi deciderà di non lasciare Israele, i processi. Il timore è che qualcuno venga trattenuto, come accaduto a Thiago Avila e Saif Abukashek.

La Farnesina segue il caso e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha chiesto il rilascio immediato degli attivisti e la garanzia da parte di Israele che non subiranno violenze. Eppure, le famiglie degli attivisti sequestrati hanno denunciato una totale assenza delle istituzioni. “Stiamo monitorando la questione, richiamate”, sarebbe questa la risposta ottenuta dal ministero. Le uniche notizie giungono dal team legale della Flotilla e dagli organi di stampa.

L’assenza del governo Meloni

“Abbiamo sentito l’abbraccio della società civile e delle persone che ci conoscono. Ma lo Stato no, ci hanno lasciato soli”, ha raccontato a Il Fatto Quotidiano la madre di uno degli attivisti di cui da ieri non si hanno notizie. “Mettetevi nei nostri panni, siamo due persone anziane che non sanno granché dei social. Abbiamo chiamato la Farnesina per chiedere come stava nostro figlio, ma non hanno saputo dirci niente”, raccontano altri due genitori.

A sostegno della causa della Flotilla si sono schierati anche i membri del centrosinistra italiano. “Il governo italiano e l’Ue devono fare ogni pressione per far liberare immediatamente gli attivisti umanitari della Flotilla”, ha sostenuto la segretaria del Pd, Elly Schlein, mentre gli europarlamentari del M5S hanno inviato una lettera all’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, affinché Bruxelles intervenga contro le azioni di Israele.

Leggi anche: La Flotilla ancora sotto attacco. Sono 12 gli italiani catturati

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