Sulle due sponde dello Stretto di Messina i cittadini saranno chiamati alle urne. Elezioni amministrative che, questa volta, assumono un’importanza che va oltre la semplice competizione politica. In gioco c’è il futuro del Ponte, su cui converge gran parte della campagna del leader leghista Matteo Salvini, e la strategia di rilancio del Mezzogiorno voluta dal centrodestra.
L’obiettivo della coalizione, si evince, è quindi conquistare tanto Reggio Calabria, quanto Messina. Così da rafforzare l’asse tra le due amministrazioni locali, insieme alle Regioni e dare continuità al cosiddetto “Patto di Caronte”, l’intesa sottoscritta dai candidati sindaco di Reggio e Messina per promuovere una gestione coordinata dell’area dello Stretto.
Due sponde alle urne
A Reggio Calabria il centrodestra punta su Francesco Cannizzaro, figura di primo piano di Forza Italia in Calabria, recentemente riconfermato coordinatore regionale del partito e vicecapogruppo alla Camera. La coalizione si presenta compatta, sostenuta da undici liste e con l’appoggio di Azione. La sfida principale sarà battere Domenico Battaglia, che dopo l’elezione in Consiglio regionale di Giuseppe Falcomatà e dunque la decadenza dell’incarico come sindaco per incompatibilità, ha raccolto il testimone alla guida del Comune. Il centrosinistra si affida a una coalizione ampia che comprende Pd, M5S, Avs e Casa Riformista. Completano il quadro i candidati civici Eduardo Lamberti Castronuovo e Saverio Pazzano.
Anche a Messina il voto assume un forte significato politico. Il centrodestra sostiene Marcello Scurria, candidato vicino all’area di Forza Italia legata alla sottosegretaria Matilde Siracusano. Attorno a lui si raccolgono FdI, Lega, Noi Moderati, Popolari e autonomisti e Grande Sicilia. La corsa, però, sarà piuttosto complessa. Scurria dovrà confrontarsi con Antonella Russo, candidata del campo progressista indicata dal Pd e sostenuta anche dal M5S. Ma anche con il sindaco uscente Federico Basile, che si è dimesso anticipatamente per tornare al voto. Una scelta maturata insieme a Cateno De Luca, protagonista della politica cittadina e regista di una vasta macchina elettorale composta da quindici liste. In campo anche gli outsider Gaetano Sciacca e Lillo Valvieri.
Le amministrative sulle due sponde dello stretto rappresentano quindi un banco di prova strategico per gli equilibri politici del Sud. Per il centrodestra, riconquistare Reggio Calabria e Messina significherebbe rafforzare la propria presenza territoriale in due aree considerate storicamente vicine a Forza Italia e consolidare il progetto politico e infrastrutturale legato al Ponte. Mentre per il centrosinistra, un’eventuale vittoria in entrambi i Comuni potrebbe essere di buon auspicio per le parlamentari del 2027.
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