“Non potevo restare in un partito che dice delle cose e fa l’esatto contrario”. L’ex deputata leghista, ora vannacciana, Laura Ravetto ha concesso un’intervista a Repubblica. Sono diversi, sembra, i sassolini dalla scarpa di cui vuole liberarsi. E lo fa senza filtri. “La Lega manda in tv una campionessa delle urla contro l’islam – probabilmente Silvia Sardone, ndr – e poi candida islamici in Lombardia e Piemonte, nel nome di Allah”.
A domanda del cronista, Ravetto bada bene a scindere la figura del leader Matteo Salvini dalla Lega stessa: “Mi ha deluso un partito che faceva promesse chiare agli elettori e poi, al governo, non le ha mantenute”. Che poi è prassi, qualsiasi sia il colore politico della coalizione vincente. E continua: “Sono mamma e voglio che mia figlia cresca in una nazione sicura e non di chi la vuole con il burqa”. Per questo Roberto Vannacci è il candidato migliore.
Critica dunque il decreto sicurezza troppo “timido” e “senza lo scudo penale”, privo di norme riguardanti “la legittima difesa” e “senza soldi per le assunzioni”. Non manca di criticare l’esecutivo, che si starebbe “piegando sulle spese militari e alle norme Ue” relativamente alle balneari. Punge inoltre Salvini nel vivo, riferendosi all’apertura del ministro dei Trasporti alle elezioni anticipate: “È costretto a fughe in avanti, perché deve far fronte alla continua crescita di Futuro Nazionale e all’emorragia dei suoi nei territori. Noi siamo pronti”. La sentenza.
Silvia Sardone e i “sussurri” dei leghisti
“Sardone si preoccupasse degli islamici che ha messo in lista”. Replica così Laura Ravetto, alle critiche che l’ex compagna di partito le ha rivolto in merito al passaggio a Futuro Nazionale. La leghista, infatti, ha sostenuto che la decisione derivasse dal fatto che non ha avuto garanzie dalla Lega. “Vannacci non garantisce niente a nessuno”, ha risposto Ravetto.
Ha poi spiegato, in merito alla nomina di Davide Vecchi a capo della comunicazione dei gruppi: “Io andavo nei tg e volevo dichiarare cose che il partito fa, non quello che non fa. Mi hanno usata per colpire un nuovo ufficio stampa che evidentemente non sta simpatico a tutti”. E su un’apertura del generale alla coalizione di centrodestra, Ravetto garantisce: a condizione che vengano rispettati i punti imprescindibili. Quindi stop delle armi all’Ucraina, sicurezza, famiglia e tutela della nazione.
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