Non solo fede e morale. La prima enciclica di Leone XIV entra a gamba tesa nel cuore dello scontro globale sull’intelligenza artificiale. E nel mirino del pontefice finisce anche la filosofia senza freni della Silicon Valley, incarnata dal fondatore di Palantir, Peter Thiel.
Davanti all’aula del Sinodo, durante la presentazione della Magnifica Humanitas, il Papa ha lanciato un messaggio netto: l’intelligenza artificiale “deve essere disarmata, liberata da logiche che la trasformano in strumento di dominio, esclusione e morte”. Un richiamo che Leone XIV ha paragonato al tema del disarmo nucleare. Nel testo compare anche una citazione di J. R. R. Tolkien, scelta che assume un significato quasi simbolico. Il nome di Palantir, infatti, arriva proprio dalle “pietre veggenti” immaginate dall’autore del Signore degli Anelli. Ma il pontefice usa Tolkien contro chi ha trasformato quella visione in un colosso tecnologico legato a missioni militari e sistemi di sorveglianza.
Leone XIV richiama le parole di Gandalf, avversario di Sauron: “Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo”. Una frase che suona come una critica diretta alla cultura dell’“accelerazione” sostenuta da Thiel, convinto che l’Occidente debba liberare la tecnologia da ogni limite etico. Il confronto tra Vaticano e Palantir si è consumato anche dietro le quinte. Alla presentazione dell’enciclica sedeva infatti Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, azienda rivale di Palantir e criticata da Donald Trump dopo il rifiuto di concedere accesso illimitato ai sistemi destinati alle armi automatiche e al controllo di massa.
Secondo Politico, le big tech avrebbero intensificato l’attività di lobbying in Vaticano. Ma la realtà appare diversa: da anni la Santa Sede invia sacerdoti, vescovi e studiosi cattolici nella Silicon Valley per costruire un dialogo con il mondo dell’innovazione. Tra i protagonisti c’è monsignor Paul Desmond Tighe, che tra marzo e aprile ha incontrato a San Francisco il ceo di Anthropic, Dario Amodei, insieme a esperti di etica e leader cristiani. Al centro del confronto la “Claude Constitution”, il documento etico che regola l’IA dell’azienda americana.
Olah, davanti al Papa, ha lanciato anche l’allarme sul lavoro: “C’è una reale possibilità che l’IA sostituisca il lavoro umano su larga scala. Se ciò accade, sostenere gli esodati sarà un imperativo morale di proporzioni storiche”. Due settimane prima di quell’incontro, Thiel era arrivato a Roma per una serie di conferenze. Ma il Vaticano e le università pontificie gli hanno chiuso le porte. Un segnale politico chiaro: la Chiesa vuole parlare con la Silicon Valley, ma senza piegarsi alla sua idea di potere.
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