domenica 30 Agosto 2026

La missione di terra della Flotilla finisce in Libia: gli attivisti rientrano dopo lo sgombero a Sirte

Sgomberati duecento attivisti nella missione di terra per Gaza, i testimoni raccontano momenti di terrore. Nel mentre le indagini dei pm di Roma sui vertici militari israeliani continuano

Di Silvia Forconi
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La missione via terra della si ferma in Libia. Dopo lo sgombero a Sirte, i circa duecento internazionali hanno deciso di tornare a casa. Tra loro ci sono sette italiani, attesi domani mattina all’aeroporto di Fiumicino. La partenza era stata il 15 con ambulanze e camion carichi di aiuti umanitari diretti a Gaza, ma è dalle forze militari libiche.

Gli attivisti hanno raccontato momenti di terrore, con l’arrivo di a volto coperto che hanno prima sgomberato l’accampamento e poi attaccato con i gas la moschea dove i manifestanti si erano rifugiati. Risultano diversi casi di donne picchiate e trascinate a terra, e di un ragazzo svenuto con un probabile trauma cranico. Si attendono notizie di altri due italiani, Centrone e Dina Alberizia, fermati nella Libia orientale con l’accusa di ingresso illegale e in attesa di espulsione.

Le indagini a Roma e il caso Ben Gvir

La Procura di Roma procede con le indagini sulla missione “via ” della Flotilla, bloccata nei giorni scorsi da Israele. I magistrati stanno valutando i comportamenti dei militari israeliani, incluso il ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir, mentre derideva gli attivisti legati e in ginocchio. Sul caso è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio , che ha dichiarato: ”Il responsabile è il ministro Ben Gvir, sia Netanyahu che il ministro Sa’ar hanno condannato il suo gesto. Per questo sanzioniamo lui”.

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