mercoledì 27 Maggio 2026
Matteo Salvini su social

La Lega contro l’Ucraina nell’Ue: “Sarebbe un danno economico”. Il Pd: “Meloni sconfessi la loro agenda filorussa”

In Italia è scontro aperto sulla possibile entrata di Kiev nell'Unione europea. Il Carroccio si è opposto a causa di possibili ripercussioni economiche. Calenda: "Sono sovranisti. Sì, ma russi"

Da Laura Laurenzi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

I partiti politici italiani hanno una visione ben diversa delle conseguenze che l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea potrebbe provocare. Mentre da FdI e FI si sceglie la via del silenzio per evitare fratture diplomatiche in primis in Europa, nel campo progressista si invita a evitare l’errore di abbandonare un Paese alleato in un momento di forte difficoltà. Soprattutto se per ben quattro anni si è deciso di sostenere economicamente e politicamente la sua resistenza all’invasione russa.

Così, la posizione intransigente della Lega ha spinto il centrosinistra a intervenire nuovamente in favore di Kiev e soprattutto per chiedere un intervento netto del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché il Carroccio mitighi la sua posizione ritenuta troppo vicina alla Russia. A riaccendere lo scontro è stata l’indiscrezione di Euractiv secondo cui la Commissione Ue potrebbe proporre l’apertura del primo gruppo di capitoli negoziali per l’adesione dell’Ucraina all’Ue nel corso del Consiglio Affari generali Ue del 16 giugno.

Perché l’Ue accelera sull’adesione dell’Ucraina

La proposta consentirebbe di approvare la decisione nel corso del Consiglio europeo previsto per il 18 e il 19 giugno. Una possibilità che sembra plausibile se si considera che oggi la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, hanno avuto un colloquio telefonico incentrato proprio sulla possibile adesione e sul riarmo europeo. Un’accelerazione legata all’elezione in Ungheria di Peter Magyar che, al contrario di Viktor Orban, è più moderato verso la linea filo-ucraina dell’Ue. Il leader di Budapest, infatti, collegherà il suo sostegno all’adesione alla richiesta di sblocco dei fondi europei congelati a causa delle violazioni del suo predecessore.

L’Italia spaccata sull’adesione

La Lega, dunque, ha deciso di esprimersi preventivamente sulla questione. “Siamo assolutamente contrari. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kiev nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni”, si legge nella nota fatta circolare dal Carroccio. Una posizione in linea con il pacifismo adottato in questi anni e con le critiche ai pacchetti europei ciclicamente votati a favore dell’Ucraina.

L’opposizione però non ha voluto tacere di fronte a questa mancanza di solidarietà nei confronti di un Paese in guerra da oltre quattro anni. Inoltre, il caso è stato sfruttato per mettere in luce le sempre più frequenti crisi esistenti nella maggioranza. “La presidente del Consiglio sconfessi immediatamente i suoi alleati della Lega che continuano a perseguire un’agenda filorussa”, ha chiesto il senatore del Pd Filippo Sensi. “Aspettiamo le altre quinte colonne di Putin. Questi si fanno anche chiamare sovranisti. Sovranisti russi”, ha criticato invece il leader di Azione, Carlo Calenda.

Leggi anche: Il governo Meloni accelera sulla legge elettorale. L’opposizione fa muro: “È una forzatura, siete ossessionati”

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata