domenica 31 Maggio 2026
Il Ministro Crosetto. ANSA_Massimo Percossi

Crosetto fa un passo indietro sull’Ucraina, dopo le polemiche tra Lega e Forza Italia

Il ministro della Difesa ritiene che l'adesione all'Ue sia difficile da un punto di vista politico ed economico. Mentre l'opposizione si spacca

Da Maria Vittoria Ciocci
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto dietrofront sulla possibilità di adesione all’Unione europea da parte dell’Ucraina. La linea questa volta è chiara. “È molto difficile, non solo politicamente”, ha spiegato. Evidenziando la “crisi nel settore agricolo gravissima per molti paesi Ue”. Una ragione, questa, per cui i 27 non possono permettersi di accogliere il Paese in guerra a braccia aperte.

Crosetto però apre le porte alla difesa comune, ribadendo quanto sia necessario – in un contesto internazionale così delicato e instabile – costruire un fronte che superi i confini dell’Ue e che si estenda fino al Regno Unito, alla Norvegia, ai Balcani e appunto all’Ucraina. “Oggi loro hanno nettamente l’esercito più importante e forte, non credo che a un sistema così qualcuno si potrebbe opporre perché garantirebbe tutti”, ha affermato il ministro, “ovviamente a tregua e pace raggiunta”. Ha poi concluso: “Questo sì che sarebbe davvero un sistema di deterrenza efficace”.

L’opposizione: “Ulteriore cedimento, serve un dibattito serio”

Sul nodo Ucraina anche l’opposizione è divisa. Non è una novità. Infatti le affermazioni di Crosetto scatenano reazioni divergenti. La senatrice Pd Simona Malpezzi, ad esempio, ritiene che sia un “arretramento del governo su una questione strategica per l’Unione”. Oltre a evidenziare lo spaccamento della maggioranza – con Fratelli d’Italia e Forza Italia che sono favorevoli all’adesione dell’Ucraina, mentre Lega “filorussa” fa muro –, attacca frontalmente i pentastellati: “Si registra la solita posizione gialloverde del Movimento Cinque Stelle, che dice, attenzione, cautela, ma alla fine ripete le parole della propaganda putiniana”.

Questo perché il leader Giuseppe Conte ha sottolineato, in un’intervista al Messaggero, che “l’Ucraina è un Paese che richiede un complesso adeguamento della legislazione”, poiché “ha un livello di democrazia molto basso e, come attesta Transparency, un livello di corruzione molto alto”. Alla luce di questo, secondo l’ex premier, aprire un canale privilegiato potrebbe “destabilizzare” i Balcani occidentali che, al contrario, da anni cercano di adeguare la gestione interna e le norme all’ordinamento Ue.

“È un no chiarissimo e coerente con quanto abbiamo già più volte votato sia in Parlamento che a livello europeo”, ha quindi sentenziato Conte. La questione, peraltro, è la preferenza a inviare armi e finanziamenti piuttosto che favorire la linea negoziale. È questo il punto su cui il pentastellato calca la mano: “Ho la netta impressione che a Bruxelles, dopo aver scommesso sulla vittoria militare sulla Russia e averla persa, non si voglia ammettere il fallimento”.

Leggi anche: Manifestazione ambientalista al Brennero, autostrada bloccata e linea ferroviaria sabotata

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook

Instagram 

X

TikTok 

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata