sabato 31 Ottobre 2026
Carlo Nordio. ANSA_Fabio Frustaci (2)

Responsabilità civile dei magistrati, scontro tra Nordio e Forza Italia

Per il ministro della Giustizia un intervento in merito non è né diventerà una priorità. Costa e Craxi: "Per noi è una missione irrinunciabile"

Di Giustino Marai
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A seguito della batosta referendaria di marzo, sono emerse sempre più chiaramente le fratture interne allo schieramento di maggioranza. Trovata forse una quadra sulla legge elettorale, si è arenata la riforma della sanità proposta dal ministro Schillaci mentre sale la tensione sul tema della responsabilità civile dei . Al ministro che ha ribadito la propria contrarietà ha immediatamente risposto Forza Italia, che ha annoverato un intervento in merito tra le missioni “irrinunciabili del partito” e chiesto di definire il cronoprogramma delle riforme da qui alla fine della legislatura.

Nordio: “Non cambio idea”

Intervistato da Repubblica, il ministro della Giustizia ha confermato la sua presa di posizione. “Sulla responsabilità civile non cambio idea: da trent’anni scrivo che il magistrato inadeguato non va colpito nel portafoglio, anche perché è assicurato, ma nelle valutazioni della carriera. Proprio quello che intendevamo fare con la nuova giustizia disciplinare prevista dalla riforma”.
Già la scorsa settimana, quando Forza Italia aveva iniziato a premere per la riapertura del dossier, Nordio aveva dichiarato che “La responsabilità civile non è all’ordine del giorno e per quanto mi riguarda non lo sarà. Non è nel programma”.

Sisto (FI): “Non esiste responsabilità senza sanzioni”

La linea del ministro Nordio appare sempre più in conflitto con quella di Forza Italia e del suo viceministro, l’azzurro , esponente di Forza Italia, che in un’intervista a Qn ha dichiarato: “Nella riunione di maggioranza abbiamo chiesto un tavolo per discutere della responsabilità civile dei magistrati. È chiaro che non esiste una responsabilità senza sanzioni: in quindici anni ci sono state solo 15 sentenze sulla responsabilità civile dei magistrati, un intervento è necessario. Non c’è nessun revanchismo, non c’è voglia di punire nessuno, ma di responsabilizzare tutti. È necessario stabilire delle regole per cui, come per tutti gli altri, i magistrati siano effettivamente chiamati a dare degli errori gravi”. Per questo, ha proseguito, “Abbiamo fissato un altro incontro di maggioranza, martedì prossimo, per concordare un cronoprogramma-giustizia fino al termine della legislatura”.

La nota dei capigruppo e

Ancora più esplicita la posizione dei capigruppo azzurri Enrico Costa e Stefania Craxi, che in una nota congiunta hanno rivendicato la necessità di rafforzare le tutele per chi subisce errori giudiziari. “Sosteniamo il sacrosanto diritto del cittadino colpito da malagiustizia a essere risarcito. Rendere effettiva la responsabilità civile del magistrato significa mettere al centro la persona, i suoi diritti e le sue libertà”, hanno scritto. “La centralità della persona è un principio che appartiene al Dna di Forza Italia e della sua azione politica, ed è la chiave con cui va affrontato il tema della responsabilità civile del magistrato. A scanso di equivoci, non parliamo di censure alla discrezionalità di giudizio delle toghe, ma di errori gravi per i quali le persone hanno perso libertà, , risparmi e occasioni professionali e imprenditoriali, hanno avuto la reputazione infangata e subìto il tracollo della propria attività e la disgregazione della famiglia”.

“Una missione irrinunciabile”

“In 15 anni, soltanto 15 vittime di malagiustizia hanno ottenuto il risarcimento del danno: una all’anno per colpa di una legge inadeguata. È mai possibile?”, hanno proseguito Costa e Craxi. “Nell’identità liberale che ci anima, la priorità è la tutela del cittadino e dei suoi diritti, specialmente se a violarli è lo Stato. La responsabilità civile non è uno strumento per ‘colpire’ nel portafoglio il magistrato che sbaglia, ma un istituto di tutela di fronte alle ingiustizie. Ecco perché il ballottaggio tra responsabilità civile e responsabilità disciplinare a nostro parere non è appropriato: si tratta di istituiti giuridici con natura e finalità diverse. E dev’essere chiaro che per Forza Italia la tutela dei diritti del cittadino è una missione irrinunciabile”.

Le divisioni nella maggioranza

Che una sconfitta referendaria avrebbe cambiato il clima all’interno della maggioranza era chiaro già prima del voto. Nei giorni successivi sono saltati Delmastro, e Santanché, poi il governo ha dato l’impressione di aver superato la tormenta. Ma il timore di Meloni non era appunto limitato al day-after, bensì al logorio dei mesi successivi. Le pressioni di Vannacci stanno spingendo la Lega a tentare di recuperare consensi adottando posizioni meno istituzionali e mettendo in difficoltà gli . Se la legge elettorale a firma sembra avanzare nonostante i dubbi di Lega e Forza Italia, la riforma della sanità voluta da Schillaci si è impantanata e pare ormai destinata a rimanere nel cassetto. Ora un’altra grana. Sarà un’estate calda. Quella del governo potrebbe diventare bollente.

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