Dopo mesi di ambiguità, Giorgia Meloni contrattacca e accusa i deputati di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci, di essere «funzionali alla sinistra».
Le parole nette della presidente del Consiglio segnano il passaggio alla strategia più aggressiva messa a punto nei giorni scorsi: i partiti di maggioranza vogliono convincere l’elettorato conservatore che un voto al generale non rafforzerebbe un nuovo governo di destra, ma sottrarrebbe consensi alla coalizione e potrebbe comprometterne la vittoria alle prossime politiche.
Meloni: «Funzionali alla sinistra»
La presidente del Consiglio ha risposto in Aula al deputato di Futuro Nazionale Emanuele Pozzolo, rivendicando la coerenza dell’azione di governo con il programma elettorale del centrodestra: «Quello che stiamo facendo noi a tutela dell’interesse nazionale è quello che c’era scritto nel nostro programma. Un programma per realizzare il quale voi e altri siete stati eletti nelle file del centrodestra. Ciononostante», ha proseguito Meloni, «per sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte, Renzi e compagnia. Votare contro la fiducia al governo significa votare per mandare a casa quel governo».
Poi l’affondo: «Io penso che fare quello che serve alla sinistra non è mai difendere l’interesse nazionale, quindi di grazia non mi si parli di vera destra, perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra».
La nuova strategia
L’intervento della premier conferma il cambio di linea maturato nelle ultime settimane. Dopo l’uscita di Vannacci dalla Lega, Fratelli d’Italia aveva preferito ignorarne le provocazioni, temendo che uno scontro diretto potesse regalargli ulteriore visibilità e alimentarne il consenso. I sondaggi, però, sembrano mostrare che molti elettori considerano Futuro Nazionale una forza compatibile con il centrodestra e immaginano che, dopo le elezioni, possa comunque allearsi con Meloni.
La nuova strategia punta a cancellare questa ambiguità. Il messaggio è che votare Vannacci significa disperdere consensi, indebolire la coalizione e aumentare le possibilità di vittoria del centrosinistra.
Il fronte comune
Dentro Fratelli d’Italia si considera la cultura politica del generale difficilmente conciliabile con quella della classe dirigente cresciuta tra Alleanza Nazionale e il partito di Meloni. A pesare sono soprattutto le posizioni sulla Russia e sulla politica estera, lontane dalla postura atlantista mantenuta dal governo.
Anche in Forza Italia molti esponenti di spicco escludono le possibilità di un’intesa. Sia Marina Berlusconi che Stefania Craxi hanno dichiarato che c’è un’incompatibilità valoriale tra il partito che fu di Silvio Berlusconi e quello del generale.
Per la Lega, più che una questione di valori, è una questione di calcolo elettorale: il partito di Matteo Salvini è oggi quello più esposto alla fuga di elettori e parlamentari verso il nuovo movimento.
L’attacco di Meloni rende ora esplicita questa chiusura: un messaggio a Vannacci, ai parlamentari passati a Futuro Nazionale, ma soprattutto agli elettori.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube


