Aria di disgelo a Evian. La premier Giorgia Meloni si è avvicinata al Presidente Usa Donald Trump a margine della prima riunione del G7. A darle una mano è il presidente del Consiglio UE Antonio Costa. “Siete tornati amici”, afferma. Mentre la leader di Fratelli d’Italia si inserisce nella conversazione che il tycoon stava avendo con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Siamo sempre stati amici”, risponde la premier. Ma l’inquilino della Casa Bianca ci tiene a ribadire: “Sono stato abbandonato”. “Non è così”, risponde Meloni. Ed ecco che, tra un sorriso e l’altro, i recenti diverbi sembrano dimenticati.
Il primo faccia a faccia tra Meloni e Trump è stato ripreso dalle telecamere. Repubblica riporta che fonti autorevoli confermano scambi di battute e qualche risata durante la cena inaugurale. Ad accogliere la premier sul lago Lemano è il presidente francese Emmanuel Macron, che condivide il momento dell’incontro sui social, accompagnando il video al brano “Felicità” di Al Bano e Romina Power. La presidente del Consiglio, in vista del colloquio con il Presidente Usa, ha potuto contare sulla dichiarazione congiunta con Germania, Regno Unito e Francia volta all’elogio dell’accordo raggiunto con l’Iran. E che il tycoon ami la celebrazione della sua persona non è una novità.
Meloni e Trump di nuovo “amici”?
Il chiarimento tra Meloni e Trump non può limitarsi a uno scambio di battute di fronte alle telecamere. Non basta per dimenticare le tensioni delle ultime settimane. Dopotutto, il tycoon non ha semplicemente espresso il suo disappunto sulla posizione della premier, soprattutto relativamente all’attacco a Papa Leone XIV, ma le ha rivolto un attacco frontale e soprattutto personale. Per questo, come riporta Repubblica, è previsto un altro face-to-face nelle prossime ore. Più simile a un vero bilaterale, formale e strutturato. Per l’occasione Meloni potrà sicuramente contare sui punti di convergenza: sostegno all’Ucraina e visione di “unità dell’Occidente” per fronteggiare i principali dossier internazionali. Diverso è il discorso sulle spese militari. Su quello, forse, è meglio non puntare per i tentativi di disgelo con gli Stati Uniti.
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