“Ho sentito Putin, deve fare un accordo. Farò tutto ciò che è in mio potere”. Così il Presidente Usa Donald Trump mette nuovamente l’Ucraina al centro del dibattito internazionale. Nel corso della seconda giornata di lavori al vertice del G7 a Evian, sul confine tra Francia e Svizzera, i leader danno il via al pressing sul leader del Cremlino Vladimir Putin. E il provvedimento più pesante riguarda l’energia.
Trump ha confermato che gli Stati Uniti sono pronti a reintrodurre a breve le sanzioni sul petrolio russo. Misure temporaneamente allentate a marzo per contenere l’aumento dei prezzi del greggio, provocata dal conflitto nel Golfo. Ora che la crisi mediorientale volge al termine, Washington intende ripristinare la massima pressione economica su Mosca. Mentre i leader del G7 spingono per estendere le sanzioni anche alle forniture di gas.
Poco dopo è arrivata la replica della Russia, che ha rifiutato la proposta di un incontro bilaterale negli Stati Uniti avanzata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Se vuole parlare, venga a Mosca”, hanno fatto sapere dal Cremlino. Nel frattempo, sul campo la tensione resta alta: i droni di Kiev hanno colpito la più grande raffineria della capitale russa, mentre in Polonia è stato ucciso il dissidente russo Skrepetsky.
Linea dura contro Mosca
Gli Stati Uniti non sono gli unici ad aver annunciato misure contro la Russia. Oltre al ventunesimo pacchetto di sanzioni, che ha ricevuto il via libera dell’Unione Europea, il Regno Unito ha confermato l’applicazione di nuove limitazioni contro la “flotta ombra”, utilizzata da Mosca per esportare il petrolio e il gas liquefatto in Occidente bypassando le restrizioni.
D’altro canto l’Ucraina, pur contando sul sostegno degli alleati UE, deve fare i conti con la scelta di Donald Trump di tagliare i rifornimenti e gli aiuti destinati a Kiev. Il premier ucraino Zelensky chiede da settimane nuovi missili Patriot, necessari per intercettare i droni russi e neutralizzarli prima dell’impatto. A ogni modo, l’appoggio dei Paesi del G7 è totale – tanto che l’Ucraina ha avviato l’iter per aderire all’UE–, ma la pace è ancora lontana. Lo stesso Trump, a margine della riunione a Evian, ha ammesso che sarà “molto più difficile del previsto”.
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