giovedì 16 Luglio 2026
Donald Trump minacci dazi contro l'Ue per la Digital Tax

Trump ci riprova: “Se l’Ue approva la Digital Tax alzerò i dazi al 100%”

Il presidente Usa chiarisce di voler tutelare le proprie aziende anche oltreoceano. Da Bruxelles la risposta è chiara: “Misura ingiustificata, reagire in modo rapido e deciso”

Di Laura Laurenzi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Il presidente Usa, Donald Trump, ha minacciato al 100% su tutte le merci importate da qualsiasi Paese europeo che deciderà di introdurre la Digital Tax, ovvero la tassa sui digitali applicata alle aziende statunitensi. In un pubblicato su  social, il tycoon ha spiegato che questo dazio sostituirà tutti gli accordi commerciali in vigore con quella determinata nazione, indipendentemente dal loro stato di attuazione o firma. Ad accendere la furia del tycoon è stata un’indiscrezione del Financial Times, secondo cui l’Ue starebbe valutando un’azione a livello comunitario contro le  Usa.

Una minaccia che non ha lasciato inerte l’Ue. Una portavoce della Commissione europea ha risposto a Trump rivendicando il “diritto sovrano a regolamentare l’economia” e quindi la libertà dei Paesi membri di adottare una legge simile. “Le misure unilaterali sono ingiustificate. E se adottate, l’Ue reagirà in modo rapido e deciso”, ha poi avvertito, ripagando il presidente Usa con la sua stessa carta. Il monito di Trump arriva a poche settimane di distanza dalla conclusione dell’iter di approvazione dell’accordo commerciale siglato lo scorso agosto con gli Usa, che prevede una limitazione al 15% dei dazi Usa a fronte di un azzeramento di quelli europei.

Cos’è la Digital Tax

Il tema della Digital Tax è sul tavolo da più di un anno, ovvero da quando Trump ha chiarito di non avere intenzione di accettare la decisione europea di adottare una tassazione svantaggiosa per le aziende di oltreoceano. Questa tassa, infatti, impone un prelievo fiscale sulle multinazionali che operano nel settore digitale.

Diversi Paesi Ue, tra cui Italia e Francia, hanno già introdotto tasse sul fatturato delle grandi piattaforme digitali nei loro mercati. Il Canada, invece, lo scorso anno l’ha cancellata per cercare di costruire un più solidale con gli Usa di Trump.

L’obiettivo è assicurare che le maggiori aziende tecnologiche, come Google, Amazon, Apple e Facebook, versino una porzione più equa di tributi all’interno di Paesi in cui i loro profitti sono effettivamente generati. In questo modo, la delocalizzazione dei ricavi verso giurisdizioni con regimi fiscali più vantaggiosi sarebbe inutile. Al momento gli Usa godono di un surplus a livello di servizi dematerializzati e digitali pari a 108,6 miliardi di dollari nei confronti dell’Europa. Con la Digital Tax si avrebbe un più equo.

La frustrazione di Trump

Questo dossier è tornato sui tavoli internazionali in un momento delicato per Donald Trump, alle prese con la firma degli accordi di pace con l’Iran e tra Libano e Israele. Il tycoon si prepara alle elezioni di metà mandato, che si terranno il prossimo novembre, con la consapevolezza di essere in bilico a causa dei sondaggi. Così si spiegano i due post pubblicati ieri a distanza ravvicinata. Il primo è quello contro la Digital Tax, il secondo riguarda una “grave violazione” del cessate il fuoco nello di dopo il lancio da parte dei Pasdaran di almeno quattro droni di attacco contro alcune in transito.

L’accordo di pace con l’Iran è stato accolto con un certo scetticismo negli Usa, in quanto appare come un’intesa più vantaggiosa per Teheran che per Washington. L’attenzione di Trump resta quindi concentrata sullo Stretto, con l’obiettivo di evitare che questo venga improvvisamente richiuso, mettendo in difficoltà l’economia e il commercio Usa. Intanto, le due delegazioni restano impegnate nel raggiungimento di un accordo definitivo entro i 60 giorni previsti. Gli Usa starebbero valutando anche di spostare alcune basi dal Golfo Persico in Israele, così da renderle più sicure e stringere ancora di più i rapporti con Tel Aviv.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata