mercoledì 15 Luglio 2026
Barbara Floridia, Movimento 5 Stelle e presidente della commissione di vigilanza RAI parla con i giornalisti davanti al Senato, Roma, 15 aprile 2026. ANSA/FABIO FRUSTACI

Terremoto in Vigilanza Rai: si dimette l’intera commissione. Le ragioni dello scontro

Dopo i componenti di opposizione, lasciano l'incarico anche i membri della maggioranza di centrodestra. L'organismo era in stallo dopo la mancata nomina di Simone Agnes alla presidenza

Di Giustino Marai
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La commissione di Rai si azzera. Dopo le dimissioni di tutti i componenti di opposizione, compresa la Barbara Floridia, hanno lasciato l’incarico anche i membri della maggioranza di centrodestra. La rottura arriva dopo quasi due anni di paralisi dell’organismo, bloccato dallo scontro sulla nomina di Simona Agnes, in quota Forza Italia, alla Rai.

La rottura dopo mesi di stallo

La carica di presidente della Rai è vacante da ottobre 2024. Lo stallo nasce dal mancato accordo su Agnes, consigliera di amministrazione in quota Forza Italia, indicata dal centrodestra per la presidenza di viale Mazzini. Per eleggerla serve la maggioranza dei due terzi in Vigilanza. Le opposizioni hanno sempre votato contro. La maggioranza ha quindi scelto di far ripetutamente mancare il numero , impedendo alla commissione di lavorare. Negli ultimi diciotto mesi, la commissione si è riunita solo in circostanze straordinarie, per l’audizione dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi e a seguito dell’attentato contro Sigfrido Ranucci.

Floridia: «Restare e denunciare non è servito»

Floridia ha spiegato la scelta con un post sui social. «È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito», ha scritto. «Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari».
La presidente uscente aggiunge: «Non sono disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai».

La lettera a La Russa e

I commissari dimissionari hanno scritto ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Nella lettera definiscono la decisione «molto sofferta in ragione del rispetto della cultura parlamentare che ci anima», ma ormai inevitabile «di fronte al punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare».
Il testo attribuisce la paralisi a «ragioni tutte interne alle forze politico parlamentari della maggioranza» e parla di un organismo ormai svilito. Secondo le opposizioni, la scelta del centrodestra di imporre un nome per la presidenza Rai «a dispetto del quadro normativo e di ogni forma di buonsenso» ha prodotto una forzatura che ha innescato il « politico» della commissione.

Le accuse sulla Rai

La lettera collega lo stallo della Vigilanza alla crisi più generale del servizio . I commissari denunciano «un costante calo degli » e «una oggettiva perdita di credibilità della Rai», sostenendo che in quattro anni l’azienda abbia «smarrito la sua centralità culturale e informativa nel Paese». Nella lettera si parla anche di «mortificazione del personale e del merito», di un sistema fondato su «fedeltà» e «appartenenza ideologica» e del mancato adeguamento al Media Freedom Act, il regolamento europeo sulla libertà e il pluralismo dell’informazione.
In queste , a detta dei dimissionari, non sarebbe più possibile restare in commissione, perché «è venuta meno proprio la parola “Vigilanza”».

Boschi: «Atteggiamento inqualificabile»

Tra i dimissionari c’è anche Maria Elena Boschi, vicepresidente della commissione e deputata di Italia Viva-Casa Riformista. «Insieme alla Presidente Floridia e a tutti i commissari del centrosinistra mi dimetto da vicepresidente della Vigilanza e da membro della Commissione, anche insieme alle amiche e colleghe di Italia Viva-Casa Riformista Furlan e Musolino. La Commissione di Vigilanza merita rispetto, la Rai merita rispetto. E l’atteggiamento della maggioranza è inqualificabile», ha scritto.
Sulla stessa lunghezza d’onda Peppe di Avs, che ha parlato delle dimissioni come di unico epilogo possibile: «Le dimissioni sono l’unico modo per superare questo vero e proprio impasse istituzionale inaccettabile e antidemocratico».

La maggioranza: «Commissione sequestrata dalla sinistra»

Dopo la mossa delle opposizioni, anche i commissari di centrodestra hanno annunciato le dimissioni. «Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra», si legge nella nota della maggioranza. I commissari di centrodestra accusano le opposizioni di aver sfruttato «cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza di due terzi per eleggere il Presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare». Poi aggiungono: «Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai».

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