Il Sistema Sanitario Nazionale non riesce più a sopperire in tempi adeguati alla domanda dei cittadini. Le lunghe liste di attesa per esami e visite mediche, così come la sempre maggiore richiesta nei confronti di strutture e ambulatori privati sono la dimostrazione più lampante di questa crisi. Lo sottolinea Mariastella Giorlandino, amministratore di Reti Artemisia Lab e presidente della Fondazione Artemisia ETS, in un’intervista a L’Identità, in cui ha messo in luce le difficoltà affrontate dalla sanità privata, spesso oberata dal numero di pazienti.
Giorlandino ha innanzitutto denunciato come il Governo abbia tagliato il 60% di rimborsi previsti per le strutture sanitarie pubbliche e per quelle private accreditate. Queste stesse risorse già non erano sufficienti, in quanto non venivano rinforzate da ormai 26 anni. Di fronte a questa situazione di crisi, il Tar ha sentenziato per tre volte il ripristino dei giusti rimborsi, ma per il momento il Ministero della Salute non procede a ripristinare il tariffario adeguato all’aumentare del costo della vita. Solo grazie a questi tariffari, però, sarebbe possibile abbattere le liste d’attesa.
Giorlandino: “Solo con tariffe adeguate si garantisce la qualità del servizio”
“A mio avviso, per garantire cure più rapide bisogna applicare un giusto rapporto tra qualità e prezzo, perché solo con tariffe adeguate è possibile garantire la qualità del servizio e una vera medicina del territorio”, ha spiegato l’amministratore di Artemisia Lab. Un rallentamento dello sviluppo di questo settore è provocato anche dalla mancata volontà del Governo di accettare che “la sanità privata accreditata garantisce un reale servizio pubblico“.
Giorlandino ha ricordato che i rimborsi per la sanità privata accreditata sono gli stessi di quelli per la sanità pubblica. “Solo che nella sanità privata accreditata il disavanzo economico viene sopportato dall’imprenditore, mentre in quella pubblica viene ripianato da noi cittadini italiani”, ha ricordato, sottolineando che spesso i costi non sono necessari per le adeguate retribuzioni degli specialisti ma restano “nei meandri delle organizzazioni all’interno degli ospedali pubblici”.
La Fondazione Artemisia contro la violenza sulle donne e le discriminazioni
Queste difficoltà si ripercuotono anche sul tema della prevenzione, troppo spesso utilizzato come slogan e non adeguatamente perseguito dalle istituzioni. I cittadini faticano ad accedere ai percorsi e spesso le realtà private si trovano a dover sopperire a queste mancanze. “Io, come Presidente della Fondazione Artemisia e grazie all’ausilio dei miei centri clinici diagnostici Artemisia Lab, organizzo giornate di prevenzione gratuite proprio per sensibilizzare la popolazione all’importanza della prevenzione”, ha dichiarato Giorlandino.
Oltre al settore della sanità, la Fondazione Artemisia si occupa anche di problemi sociali. “Abbiamo siglato un Protocollo d’Intesa con il ministro Valditara per la formazione dei giovani nelle scuole e assistiamo gratuitamente le donne vittime di violenza”, ha sostenuto a L’Identità, evidenziando l’esistenza di un numero verde attivo h24 per fornire assistenza a queste donne in difficoltà. Battaglie che sono solo punti di partenza, come sottolineato dalla Presidente della Fondazione Artemisia, che vuole continuare a garantire supporto e vicinanza a chi ne ha bisogno: “Dobbiamo tutelare i deboli e i soggetti più fragili, solo se si protegge la morale e il rispetto umano si può sognare una società migliore”.
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