Maria Concetta Riina, la figlia maggiore di Totò Riina, è libera. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha revocato l’obbligo di dimora nel Comune di Corleone, misura cautelare disposta nei suoi confronti lo scorso gennaio dopo un periodo trascorso in carcere. La donna, 51 anni, rimane comunque indagata, insieme al marito Antonino Ciavarello, nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Firenze. I due sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di due imprenditori toscani.
La decisione del giudice è arrivata dopo la richiesta presentata dai legali di Riina. Nel provvedimento si sottolinea che, con la conclusione delle indagini preliminari, le esigenze cautelari si sono attenuate e non rendono più necessaria la misura. Le indagini, come anticipato, riguardano presunte richieste di denaro rivolte a due imprenditori. Secondo l’accusa, la coppia avrebbe cercato di ottenere soldi facendo leva sul cognome Riina e sul peso che quel nome continua ad avere nell’ambiente mafioso. Tra le frasi contestate dagli investigatori c’è anche quella attribuita a Maria Concetta Riina: «Noi siamo sempre gli stessi di un tempo, le persone non cambiano».
In particolare, gli indagati sarebbero riusciti a ottenere mille euro da una delle due vittime – di origini senesi – e una cesta di generi alimentari del valore di circa 350 euro. Non sarebbe invece andato a buon fine un analogo tentativo nei confronti della seconda vittima, residente in provincia di Pisa. L’iter giudiziario è stato complesso. In un primo momento il gip aveva respinto la richiesta di arresto avanzata dalla Procura, ritenendo insufficienti le minacce. I magistrati avevano interpretato l’accaduto come un tentativo della coppia di ottenere aiuti economici dopo la confisca dei beni del patrimonio di Totò Riina.
Successivamente però, il Tribunale del Riesame, accogliendo il ricorso della Procura, aveva disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo presenti gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. La misura era diventata definitiva nell’ottobre scorso dopo il via libera della Corte di Cassazione. A gennaio il giudice aveva sostituito il carcere con l’obbligo di dimora a Corleone sia per Maria Concetta Riina sia per il marito. La misura era stata confermata anche nei mesi successivi, fino alla decisione arrivata ora, che elimina ogni restrizione alla loro libertà personale.
La revoca dell’obbligo di dimora non modifica però la posizione processuale della coppia: Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello restano indagati dalla Procura di Firenze.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





