giovedì 16 Luglio 2026
Maria Concetta Riina

La figlia di Totò Riina torna libera dopo la condanna per estorsione con aggravante mafiosa

Il giudice ha revocato le misure cautelari in quanto non sussiste più il rischio di inquinamento delle prove. Tuttavia la donna e il marito restano indagati dalla Procura di Firenze

Di Redazione
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Maria Concetta , la figlia maggiore di Totò Riina, è libera. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha revocato l’obbligo di dimora nel Comune di Corleone, misura cautelare disposta nei suoi confronti lo scorso gennaio dopo un trascorso in carcere. La donna, 51 anni, rimane comunque , insieme al marito Antonino Ciavarello, nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Firenze. I due sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di due imprenditori toscani.

La decisione del giudice è arrivata dopo la richiesta presentata dai legali di Riina. Nel provvedimento si sottolinea che, con la conclusione delle indagini preliminari, le esigenze cautelari si sono attenuate e non rendono più necessaria la misura. Le indagini, come anticipato, riguardano presunte richieste di rivolte a due imprenditori. Secondo l’accusa, la coppia avrebbe cercato di ottenere soldi facendo leva sul cognome Riina e sul peso che quel nome continua ad avere nell’ambiente mafioso. Tra le frasi contestate dagli investigatori c’è anche quella attribuita a Maria Concetta Riina: «Noi siamo sempre gli stessi di un tempo, le persone non cambiano».

In particolare, gli indagati sarebbero riusciti a ottenere mille euro da una delle due vittime – di origini senesi – e una cesta di generi alimentari del valore di circa 350 euro. Non sarebbe invece andato a buon fine un analogo tentativo nei confronti della seconda vittima, residente in provincia di Pisa. L’iter giudiziario è stato complesso. In un primo momento il aveva respinto la richiesta di arresto avanzata dalla Procura, ritenendo insufficienti le . I magistrati avevano interpretato l’accaduto come un tentativo della coppia di ottenere dopo la confisca dei beni del patrimonio di Totò Riina.

Successivamente però, il Tribunale del Riesame, accogliendo il ricorso della Procura, aveva disposto la in carcere, ritenendo presenti gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. La misura era diventata definitiva nell’ottobre scorso dopo il via libera della Corte di Cassazione. A gennaio il giudice aveva sostituito il carcere con l’obbligo di dimora a Corleone sia per Maria Concetta Riina sia per il marito. La misura era stata confermata anche nei mesi successivi, fino alla decisione arrivata ora, che elimina ogni restrizione alla loro libertà personale.

La revoca dell’obbligo di dimora non modifica però la posizione processuale della coppia: Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello restano indagati dalla Procura di Firenze.

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