Il presidente Putin non vuole porre fine ai combattimenti in Ucraina. Lo hanno riferito tre fonti vicine al presidente russo all’agenzia di stampa Reuters, chiarendo che nelle intenzioni del Cremlino ci sarebbe anche un’escalation del conflitto in tempi brevi. Lo zar non vuole rinunciare alla conquista del Donbass, ovvero l’area dell’Ucraina orientale che è il cuore industriale del Paese, nonostante gli Usa spingano per la fine del conflitto entro pochi mesi.
“Putin ha bisogno di una qualche forma di vittoria”, ha spiegato la fonte, lasciando intendere che il conflitto per ora non si sta avvicinando alla sua conclusione. Si spiegano così anche le celebrazioni di pochi giorni fa per la conquista di Kostiantynivka, una roccaforte chiave nella “cintura fortificata” orientale dell’Ucraina.
Il Cremlino critica l’ambiguità Usa sulla fine della guerra
Da quanto riferito, sembra che il presidente russo sia arrivato anche ad alzare la voce contro un gruppo di suoi consiglieri che, nel corso di una riunione, aveva ipotizzato il congelamento del conflitto lungo le linee del fronte. A nulla serviranno, dunque, le spinte di pace che provengono dagli Stati Uniti di Donald Trump. Il Cremlino ha anche criticato le iniziative statunitensi, parlando di una “certa ambiguità”: Washington starebbe continuando a fornire armi a Kiev, mentre predica “un sincero desiderio di favorire la fine del conflitto”.
I consensi in calo di Putin
Il problema principale di Putin sono le ripercussioni che questa guerra sta avendo sulla sua stessa Nazione. Solo due settimane fa, Mosca ha dovuto ammettere la crisi dei carburanti, mentre sembra sempre più chiaro che l’economia russa sta risentendo notevolmente delle spese militari che il Paese deve sostenere. Una serie di difficoltà che il popolo russo non riesce a ignorare. Il portale web “Meduza” ha reso noto che il livello di fiducia nel presidente russo Vladimir Putin e il tasso di approvazione della sua attività sono diminuiti nuovamente nella settimana dal 29 giugno al 5 luglio.
Secondo quanto riferito, l’indice di approvazione dell’attività del presidente è stato del 66% contro il 66,9% della settimana precedente. Il calo si registra ormai da due settimane e riguarda anche il livello di fiducia in Putin, calato dal 73,3% al 72,3% in soli sette giorni.
Il rischio di un gesto “clamoroso” per rompere lo stallo
L’avvertimento più chiaro su quanto sta accadendo in Russia proviene da Andrey Melnichenko, il re mondiale dei fertilizzanti e il più grande industriale della Russia, il quale ha chiarito che, nel momento in cui il popolo russo si renderà conto che i combattimenti in Ucraina “sono inutili” e che sono loro a pagarne il prezzo, allora “Putin sarà costretto a fare qualcosa di clamoroso per rompere lo stallo”.
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