Il cosiddetto ddl stupri, la riforma sulla violenza sessuale, è bloccato da mesi in Commissione Giustizia al Senato. Approvato alla Camera nel novembre 2025, in concomitanza con la giornata contro la violenza sulle donne e con un raro accordo bipartisan, il testo nato da un’iniziativa della deputata del Pd Laura Boldrini non ha ancora visto la luce.
Il nodo si è formato nel momento in cui la presidente di Commissione, la leghista Giulia Bongiorno, ha promosso una modifica del testo che ne sostituisce la sostanza. Invece di basare il provvedimento sul “modello del consenso”, punendo chi agisce senza un sì esplicito e libero, ha proposto di legarlo al “modello del dissenso”, che si basa invece sulla nozione di atti compiuti contro la volontà.
L’opposizione si è detta contraria a questa modifica, arrivando a bloccare i lavori in Commissione al fine di ottenere il via libera sul testo originale. Con il modello proposto da Bongiorno si innesca un meccanismo paradossale basato sulla necessità che la vittima abbia mostrato un’adeguata contrarietà alla violenza affinché quest’ultima possa essere riconosciuta.
È scontro sul tema del consenso nel ddl stupri
Intanto, mentre la proposta di legge è bloccata in Parlamento, in Italia le donne continuano a lottare per i loro diritti. Lo sottolinea la senatrice del Pd Valeria Valente, che ha citato la sentenza storica del 10 luglio che ha portato alla condanna per gli abusi nei confronti di una hostess. La sentenza di Cassazione ha ribaltato le due precedenti, che si basavano sulla possibilità che la donna avesse avuto una manciata di secondi per opporsi agli abusi e non lo avesse fatto.
Valente ha sottolineato che questa vicenda è la dimostrazione che nel nostro ordinamento è necessaria una legge sul consenso “che stabilisca una volta per tutte che senza un sì è violenza”. Mentre questa sentenza potrà essere utile a molte altre donne nella stessa situazione della hostess, resta l’amaro in bocca per un’opportunità politica lasciata in una situazione di stallo. “Non è giusto chiedere a tutte coloro che denunciano, per ottenere giustizia, uno sforzo come quello sostenuto dalla protagonista di questa vicenda”, ha proseguito Valente, ricordando che il via libera al testo originario del ddl stupri permetterebbe di velocizzare numerosi processi. L’accordo tra le due parti in commissione, però, sembra ben lontano dal realizzarsi.
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