La Casa Bianca ha predisposto dei mandati di comparizione per quattro reporter del «New York Times», che dovranno presentarsi davanti al gran giurì federale a Manhattan mercoledì 15 luglio. Il provvedimento nasce dalla notizia diffusa dal quotidiano, secondo cui il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe ricevuto in dono dal Qatar un jet dell’Air Force One poco sicuro e obsoleto.
La reazione dell’avvocato che assiste il quotidiano, David McCraw, è stata immediata: «La presenza di agenti delle forze dell’ordine federali sulla soglia di casa dei giornalisti dovrebbe sconvolgere la coscienza di qualsiasi americano che creda nella Costituzione e nella libertà di stampa che essa tutela», le sue parole. I professionisti coinvolti sono Julian E. Barnes, Eric Lipton, Tyler Pager ed Eric Schmitt.
Secondo le informazioni diffuse dal «New York Times», il tycoon avrebbe utilizzato il nuovo jet per raggiungere il summit NATO ad Ankara. La preoccupazione riguardante l’assenza dei nuovi e sofisticati dispositivi di sicurezza installati sul jet è stata alimentata dalla scelta del Presidente USA, e dei suoi collaboratori, di tornare al modello vecchio per raggiungere la base della Royal Air Force a Mildenhall, nel Suffolk in Inghilterra. Dopodiché ha utilizzato un velivolo nuovo per raggiungere la Joint Base Andrews negli Usa.
Nel frattempo l’amministrazione Trump ha speso 400 milioni di dollari per la manutenzione e l’ammodernamento del jet regalato al tycoon dal Qatar. Il mezzo era privo di dispositivi avanzati che potessero garantire la sicurezza del Presidente degli Stati Uniti. Il «New York Times» aveva quindi spiegato che il trasferimento da un jet all’altro nasceva da un’iniziativa del Secret Service. Articoli che citavano fonti anonime vicine alla Casa Bianca.
Non è certo la prima volta che l’amministrazione Trump reagisce contro la stampa. All’inizio dell’anno corrente il dipartimento di Giustizia aveva puntato il mirino contro i giornalisti del «Washington Post» e del «Wall Strett Journal». Anche in questo caso erano stati emessi dei mandati di comparizione, poi ritirati.
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