mercoledì 15 Luglio 2026
Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola. ANSA/ALESSANDRO DI MEO/CIRO FUSCO

La Rai indaga sul B&B di Lavitola. Report: «Nessuna base lì»

Viale Mazzini vuole verificare se l’azienda abbia mai pagato società riconducibili all'imprenditore per conto della trasmissione. Proseguono le indagini su Gomes Clesio Tavares: potrebbe essere l'anello di collegamento tra il presunto mandante e chi ha piazzato l'ordigno

Di Redazione
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L’inchiesta sull’attentato a Sigfrido va avanti tra piste e ricostruzioni ancora da verificare e un’offensiva politica sempre più evidente contro Report. Secondo gli investigatori, Valter Lavitola avrebbe pagato tra 5 e 10 mila euro per l’ordigno esploso davanti alla casa del giornalista. Intanto la Rai valuta controlli sui rapporti tra la trasmissione e il B&B dell’imprenditore.

I soldi per l’attentato

La somma ipotizzata dagli inquirenti sarebbe stata divisa tra i quattro arrestati, Antonio Passariello, D’Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis, e un quinto rimasto a piede . Una parte del denaro sarebbe stata usata anche per una vacanza in Sicilia.
I pm Carlo Villani ed Edoardo De Santis continuano però a lavorare sul punto più delicato: il movente. Tra gli elementi acquisiti ci sarebbero sempre i sondaggi commissionati da Lavitola per misurare il gradimento di una possibile candidatura politica di Ranucci nel centrosinistra. Una pista che, in base a quanto emerso finora, sarebbe stata coltivata all’insaputa del conduttore.

Il B&B di Lavitola

La Rai vuole verificare se l’azienda abbia mai pagato società riconducibili a Lavitola per conto di Report e se il B&B “Il faro gianicolense”, di proprietà dell’imprenditore, sia stato usato come base per incontri, interviste o appuntamenti riservati della trasmissione.
Ranucci e la redazione dicono di no. Il giornalista ospitato nella struttura durante il Covid era Manuele Bonaccorsi, che ha spiegato di essere rientrato da un servizio in Brasile, allora epicentro del virus, e di non poter tornare a casa perché la compagna era incinta all’ottavo mese.
«Quello fu l’unico caso», ripete Ranucci. Dalla trasmissione escludono «categoricamente» che fonti o persone legate alle inchieste siano mai passate dal B&B. Ora si cercano ricevute e fatture, ma per gli inviati a la Rai paga il servizio senza sempre entrare nel dettaglio delle singole sostenute.

Il factotum di Lavitola

Un altro filone riguarda , factotum di Lavitola, oggi all’estero. La sua abitazione nel Napoletano è stata perquisita e la compagna è stata ascoltata dai carabinieri come persona informata sui fatti.
Secondo quanto emerso, Clesio avrebbe ammesso di conoscere molto bene Pellegrino D’Avino, arrestat0 per aver piazzato l’ordigno assieme a tre complici. Il ha pubblicato anche una da TikTok che ritrarrebbe Clesio con Antonio Passariello e D’Avino. Potrebbe essere quindi Clesio l’anello di collegamento tra il gruppo che ha agito materialmente la sera del 16 ottobre 2025 e il presunto mandante Valter Lavitola.

La pressione su Ranucci e Report

Nel frattempo, Fratelli d’Italia e gli altri partiti di governo cercano ogni varco per colpire Report: dall’ sui presunti rapporti tra Ranucci e Lavitola alla sospensione delle repliche estive decisa dalla Rai. La sensazione è che l’attentato subito dal giornalista sia diventato il pretesto perfetto per mettere sotto accusa la vittima e una redazione considerata scomoda, che con le sue inchieste ha spesso smascherato le malefatte di tanti politicanti e dei loro soci in affari.
Intanto Ranucci, che in questa storia al momento risulta essere soltanto una vittima, sarebbe perfino arrivato a valutare una pausa dalla conduzione, per proteggere la trasmissione e i collaboratori.

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