Se la riforma della legge elettorale sarà approvata, gli elettori fuorisede potranno votare nel Comune di domicilio alle prossime elezioni politiche, così come alle europee e ai referendum. Nel bel mezzo della crisi della maggioranza e delle discussioni sul merito del testo presentato dal Governo Meloni, il centrodestra e il centrosinistra sono riusciti a trovare un accordo su un tema caro a milioni di italiani. Il via libera è arrivato dopo che il Comitato dei nove della Commissione Affari costituzionali ha trovato un accordo sul tema.
Come si svolgerà il voto fuorisede
Il subemendamento sul voto ai fuorisede è stato approvato all’unanimità della Camera con 353 voti favorevoli. L’esito del voto è stato accompagnato da un applauso. La proposta prevede che al 31 dicembre di ogni anno gli elettori che per motivi di studio o lavoro sono temporaneamente domiciliati in un Comune situato in una Regione diversa da quella in cui si trova il Comune di iscrizione elettorale, possano chiedere l’iscrizione nell’elenco degli elettori fuorisede. In questo modo potranno votare per le consultazioni che si svolgeranno nell’anno successivo nel Comune di temporaneo domicilio, ma solo se la durata della permanenza prevista in quest’ultimo è di almeno 9 mesi.
Se gli elettori avessero maturato la condizione di fuorisede dopo il 31 dicembre, allora non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data della consultazione potranno chiedere di essere iscritti nell’elenco. Il subemendamento non trascura neanche coloro che per motivi di cura ricevono assistenza sanitaria, terapie o trattamenti medici per un periodo di almeno tre mesi. Questi potranno votare presso il Comune di temporaneo domicilio per le consultazioni che si svolgeranno nell’anno in corso.
Conte: “Passo importante che arriva in ritardo“
Il successo è stato festeggiato da entrambi gli schieramenti. “Garantire ai cittadini fuorisede il diritto di votare è sacrosanto e l’emendamento approvato oggi alla Camera è un passo importante che arriva però con grande ritardo”, ha dichiarato il Presidente del M5S, Giuseppe Conte, annunciando che il suo partito continuerà a battersi affinché questo diritto sia garantito ai cittadini italiani.
“I limiti di questa proposta ci sono e sono evidenti, ma è innegabile che sia un passo avanti”, ha sostenuto il leader di +Europa, Riccardo Magi, ricordando l’instancabile lavoro di chi da anni lotta per raggiungere questo obiettivo. L’amarezza è legata alla consapevolezza che questo accordo avrebbe potuto essere raggiunto prima, anche in occasione del voto sul referendum della Giustizia.
Madia (Iv): “Il centrodestra che festeggia è ipocrita”
Durissima anche Marianna Madia, deputata di Iv-Casa Riformista, secondo cui “gli entusiasmi del centrodestra per l’emendamento sui fuorisede suonano ipocriti”, in quanto la proposta sul tema è stata abbandonata dalla maggioranza in Senato per un lungo periodo. “Da quattro anni questo diritto è negato ai cinque milioni di italiani che a votare vorrebbero andarci, ma non possono”, ha aggiunto.
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